Il carnevale a tutti costi. Alla faccia della pandemia, della guerra, della tradizione e della transizione. Perché? e chi finanzia?

E’ semplicemente vergognoso che mentre siamo ancora dentro la pandemia (solo ieri 193 morti); mentre a poco più di 1.500 chilometri c’è una guerra che potrebbe diventare mondiale e che sta provocando altri morti e sofferenze; mentre siamo sull’orlo di una catastrofe economica data dai rincari energetici che si vanno a sovrapporre a quella provocata dal Covid ci sia chi pensa al carnevale, ai carri del Bacanal del Gnoco.

Non c’è proprio niente da ridere né da scherzare. Tutta l’Europa è in tensione, preoccupata per il pericolo che la guerra si estenda…e questi pensano al Bacanal! Ci sono migliaia di profughi – questa volta veri- che arriveranno anche da noi e che dovremo giustamente ospitare e c’è chi pensa alla sfilata dei carri! E’ semplicemente inqualificabile. E che non si tiri in ballo la tradizione. Quella è stata calpestata nel momento stesso che, pur di fare carnevale, l’hanno organizzato fuori periodo: lo scorso 30 ottobre. Un cosa inaudita. Segno che lo dovevano fare a tutti i costi.

Allora, se pur di fare questo imbarazzante Bacanal, non guardano in faccia nessuno, se ne sbattono della pandemia, della guerra e perfino della data fissata dalla tradizione; e se ne fregano pure dell’inquinamento che provocano i trattori che girano per Verona per trainare i carri, alla faccia della transizione ecologica e della salute dei veronesi, allora vuol dire che c’è qualcos’altro a spingere il carnevale compulsivo. Ad esempio: quanto costa la sfilata e la gestione del Carnevale? come si paga tutto questo? chi finanzia ‘sta roba? sono quattrini privati? o sono soldi pubblici, di tutti noi? Sarebbe un’ aggravante.

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