Il caro energia ci fa ripiombare nella crisi. Adesso Draghi ci deve far vedere quel che è capace di fare.

C’era da aspettarselo. Finita un’emergenza ne è arrivata un’altra. Siamo uscendo dalla pandemia ed ecco arrivare un’altra disgrazia. La crisi che si sta profilando è peggiore di quella da cui stiamo uscendo. Forse perché allora si poteva ancora metter mano alle scorte, ai risparmi. Ma adesso, dopo due anni di Covid, non c’è più neanche quella possibilità. Ed è anche scaduto il blocco dei licenziamenti. E siccome piove sempre sul bagnato, adesso ci si mette anche il caro bollette, che non grava solo sui bilanci delle famiglie, ma mette in crisi interi settori produttivi con lo spettro di un’ulteriore ondata di disoccupazione.

All’origine, il rincaro dei combustibili che incide su tutti in prezzi, dalla produzione  al trasporto. Aumento dei prezzi vuol dire inflazione, che a sua volta significa diminuzione del potere d’acquisto degli stipendi.  Non avevamo fatto in tempo a tirare un sospiro di sollievo apprendendo che l’Italia era il paese europeo che cresceva di più, che aveva gestito meglio la pandemia, che aveva il premier più apprezzato d’Europa, che con il recovery fund arrivavano un sacco di miliardi da investire quanti non ne avevamo mai ricevuti, che la crisi energetica ci fa ripiombare nel buio. Stavolta – ci spiegano- il problema è il rincaro dei combustibili. Soprattutto petrolio e gas. L’Italia, che a suo tempo rifiutò di dotarsi di centrali nucleari, dipende dall’estero, sopratutto dal gas russo. 
Gazprom, nonostante l’Italia dal 2016 stia facendo le sanzioni alla Russia per accontentare il potente amico americano, ha garantito che continuerà a rispettare il contratto della fornitura di gas. Solo che non basta più adesso che la Cina è andata ad accaparrarsene dappertutto. E poi ci s’è messa di mezzo anche la crisi ucraina. Insomma, un accavallarsi di eventi che ci vengono tutti addosso. A questo punto a star fermi si fa la fine del topo. Ci vuole un guizzo, un’iniziativa che ci faccia uscire dall’angolo. Draghi ha una maggioranza ed uno standing che glielo permettono. Adesso tocca a lui farci vedere quello che è capace di fare. 

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