“Povertà e Accattonaggio” lo studio sulla povertà a Verona nei secoli di Gianfranco Prati, il chirurgo che mette gli ultimi al primo posto

Gianfranco Prati, chirurgo in pensione, appassionato della storia di Verona, pubblica il suo sesto libro. Come i precedenti l’argomento tocca un tema sociale: “Povertà e Accattonaggio” con il sottotitolo “Gli Istituti pubblici come rimedi alla mendicità a Verona nell’’800”. Dopo una dissertazione sulla povertà e sulla conseguente mendicità, si passa ad una descrizione dettagliata dei tentativi messi in atto a Verona nell’800 per cercare di arginare questa criticità sempre pronta ad esplodere in seguito ai vari bandi della questua emanati nei periodi in cui Verona fu governata e amministrata dai francesi, prima, dagli austriaci, poi, ed infine dal Regno d’Italia. Così nacquero Istituti, anche su modelli già sperimentati in altri Stati, con lo scopo di accogliere, mantenere e far lavorare i poveri accattoni che, all’epoca, si ritrovavano numerosi nelle piazze e davanti alle chiese per questuare. L’intento era lodevole, anche se alcuni amministratori furono spesso spinti più dal proposito di salvare l’immagine della città che dal desiderio di offrire, davvero, un’accoglienza ed un lavoro dignitoso a cittadini sfortunati. Ecco, allora, l’apertura della Casa di Ricovero e la Casa d’Industria nel complesso della Chiesa di Santa Caterina della Ruota nell’attuale via Marconi, la Casa di Emendazione, l’Istituto dei fanciulli Derelitti, l’Asilo di Mendicità, il Collegio Artigianelli. Leggendo veniamo a conoscenza anche di illustri cittadini che hanno contribuito con il proprio lavoro, con i propri beni o con un’accurata amministrazione alla fondazione, al mantenimento e alla direzione dei vari Istituti. In particolare, vengono ricordati Angela Busti Trevisani, Cesare Bresciani e Antonio Gianella. L’Autore, come nei precedenti libri, non manca di proporre argomentazioni di carattere religioso con riferimento ai nostri tempi rivolgendosi a chi si ritiene buon cristiano solo perché partecipa a Messe, frequenta Santuari, adora il Tabernacolo, ma rimane indifferente ai tanti Tabernacoli che oggi vanno questuando nella nostra città.  Il testo, molto interessante, è arricchito da scritti, documenti e foto dell’epoca. Libro da leggere, sicuramente di successo come i precedenti.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail