Sciogliete le Camere, mettete fine a questa farsa

(di Bulldog) E’ evidente che la attuale crisi politica italiana – frutto di un voto dettato dalla follia dell’elettorato che ha consegnato quattro anni fa un suffragio su tre ai pentastellati – non ha margini di soluzione. E non li ha perchè è generata essenzialmente dalla lotta di sopravvivenza di figure politiche scavalcate dall’evolversi della situazione. Con Conte in piena crisi di mezza età, Mario Draghi sta cercando di fermare l’acqua con un setaccio. Ma la crisi economica ed energetica incombe; la Russia continua la sua aggressione all’Ucraina e minaccia direttamente la nostra sicurezza usando il ricatto delle consegne di gas e portando i suoi sottomarini e le sue navi da battaglia sotto le coste italiane. Prosegue l’ondata migratoria illegale e nessuno sembra voler prendere decisioni. L’Italia non può aspettare che i Cinquestelle comprendano che il loro tempo è finito e che debbano tornare a lavorare (od a cercarsi un lavoro).

Se n’è andato Donald Trump e il mondo non è caduto; ne ne sta andando Boris Johnson e neppure in questo caso il mondo è crollato. E’ andata in pensione Angela Merkel e l’Europa va avanti lo stesso. Siamo sopravvissuti persino a Toninelli e alla ministra dei banchi a rotelle. Possiamo farcela anche senza un premier azzoppato. Anche per la dignità di Mario Draghi, per un suo futuro ruolo al servizio del Paese, è meglio evitare di trascinare troppo a lungo l’agonia.

Un ciclo politico è finito. Il popolo chiede un governo vero, che faccia qualcosa. Che torni ad investire sulle cose che contano davvero. E’ meglio votare a fine settembre. Anche con questa legge elettorale. Ma almeno il nuovo Parlamento sarà in linea con le nuove attese del Paese e nella piena legittimità di affrontare le sfide di autunno. Che richiedono un vero premier che non debba perdere tempo con un avvocato invidioso e rancoroso e con un comico buono solo a dir di no. Basta con questi dilettanti allo sbaraglio. Quelli che hanno consegnato alla Russia i segreti sanitari del nostro Paese e che stavano per regalare i nostri porti alla Cina.

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