A Venezia il 3° convegno internazionale sul Museo del Vino

( Simone Vesentini*) Verona è da tempo riconosciuta come una delle capitali mondiali del vino, grazie al suo patrimonio di denominazioni prestigiose, a Vinitaly e alla qualità della sua ristorazione.

Eppure, la città non ha ancora un luogo capace di raccontare in modo permanente la propria identità enologica.

Il progetto del MuVin – Museo Italiano del Vino – nato dalla Fondazione MuVin, punta a colmare questa lacuna con il sostegno di un ampio fronte imprenditoriale, istituzionale e scientifico.

L’occasione per approfondirne i contenuti sarà il 3° Convegno Internazionale, in programma il 24 ottobre a Venezia, presso la Scuola Grande San Giovanni Evangelista, dal titolo:

“Il Museo del Vino tra cultura, innovazione e identità territoriale”.

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Un progetto concreto per la Verona del futuro

Il MuVin è il risultato di tre anni di lavoro strutturato (2023–2025), sostenuto dalla Regione Veneto e coordinato dalla Fondazione MuVin, che ha riunito attorno a sé tutti i principali attori del mondo vitivinicolo e culturale veronese: associazioni di categoria, Università di Verona, Camera di Commercio, Veronafiere, Comune, Provincia e Regione.

L’obiettivo è creare una grande infrastruttura culturale stabile e accessibile, capace di raccontare il vino come patrimonio di civiltà, non soltanto come prodotto economico.

Il modello di riferimento è europeo: la Cité du Vin di Bordeaux e il World of Wine di Porto sono i benchmark dichiarati.

Il museo occuperà oltre 12.000 metri quadrati su tre livelli, con sale immersive, biblioteca, sale tasting, caveau, spazi per la formazione, mostre temporanee e ristorazione.

Un luogo vivo, pensato per accogliere eventi, didattica, esperienze sensoriali e un turismo sempre più esperienziale.

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Numeri e impatto per il territorio

Secondo lo spin-off universitario Economic Living Lab dell’Università di Verona, il MuVin potrà:

  • accogliere fino a 350.000 visitatori l’anno entro il quinto anno,
  • generare 15–20 milioni di euro annui di spesa turistica diretta,
  • attivare un indotto complessivo di oltre 1 miliardo di euro in 10 anni.

L’investimento complessivo è stimato in 25 milioni di euro, finanziato attraverso contributi pubblici e capitale istituzionale.

Il progetto creerà oltre 100 posti di lavoro diretti, tra museo, ristorazione e attività collaterali, e diventerà anche un polo formativo permanente, in collaborazione con l’Università di Verona.

Un convegno di alto profilo internazionale

Il convegno del 24 ottobre segnerà una tappa decisiva di questo percorso.

Tra i relatori figurano Diego Begalli, presidente della Fondazione MuVin, Enrico Ghinato, esperto di strategie economiche, e Francesco Pecci, autore dello studio sull’impatto territoriale.

Sono inoltre attesi interventi di Giuseppe Costa, amministratore delegato di Costa Edutainment, e di Steve Charters, docente alla Burgundy Business School di Digione, tra i maggiori esperti europei di cultura e marketing del vino.

Un parterre di alto profilo che conferma la solidità del progetto e lascia intravedere che, dopo anni di studi e confronti, il lungo lavoro del MuVin comincia davvero a dare i suoi frutti.

Un’occasione da non perdere

Il Museo del Vino può diventare il cuore culturale dell’identità enologica veronese.

In un momento in cui la città guarda alla candidatura Unesco per i suoi paesaggi vitivinicoli e punta su un turismo più consapevole, il MuVin rappresenta un’occasione concreta per crescere e raccontarsi meglio.

Verona ha tutte le carte in regola. Ora servono scelte coraggiose e condivise.

Perché non si tratta “solo” di aprire un museo, ma di dare finalmente voce a ciò che Verona è da sempre: una terra di storia, lavoro, cultura e vino.

* Referente Fiepet Confesercenti Verona