Nella notte di capodanno i botti ci sono stati, eccome. Nonostante il divieto del Comune e le raccomandazioni delle autorità; nonostante fosse stato detto in lungo e in largo che sono pericolosi e che terrorizzano i nostri animali ed anche quelli selvatici; nonostante il buonsenso comune, che evidentemente a molti manca, i soliti amanti degli scoppi non c’hanno rinunciato neanche quest’anno.
A Verona, come in tanti altri posti.
E allora, anche se come ogni anno, passato il conteggio dei morti e dei feriti e ripulite le città degli involucri dei petardi, delle castagnole e dei fuochi artificiali, regolari o no, non se ne parla più, si fa finta che non sia successo niente fino al prossimo 31 dicembre, è importante restare sulla notizia, rimarcarla e analizzare l’assurdità di certi comportamenti e le misure che non sono state prese.

Ma chi controlla che il divieto dei botti venga rispettato?
Ormai sono diversi i comuni che vietano i botti. Anche Verona. Ma qui nasce una domanda. Va bene il divieto. Ma poi dove sono i vigili per controllare che venga osservato? Chiaro che non possono essere dappertutto. Ma di fronte a delle violazioni delle regole così eclatanti, rumorose e visibili, perché, così solleciti a punire il divieto di sosta, non intervengono?
E le sanzioni, delle semplici multe, sono sufficienti a funzionare da deterrente?
Perché, – ma questo è compito dei nostri parlamentari- visto, non solo il disturbo ma la pericolosità dei botti, chi li fa scoppiare non viene perseguito penalmente e magari, se colto in flagrante, arrestato? Passare la notte in guardina, avere un bel seguito di rogne giudiziarie, doversi pagare l’avvocato e dover pagare qualche migliaia di euro di multa, questo sì sarebbe un modo per scoraggiare certi comportamenti.

Se si fa un divieto e poi non lo si fa osservare, diventa un incentivo a non osservare questa come altre regole. E’ quindi altamente diseducativo.
Infine, sempre per scoraggiare gli amanti dei botti che, ricordiamolo, anche se fanno molto rumore sono un’infima minoranza, si potrebbe agire anche sul fronte sanitario. Chi si ferisce, si ustiona o, in qualche modo, si fa del male facendoli esplodere le cure del Pronto Soccorso e le successive se le deve pagare fino all’ultimo centesimo.
Se mettessero insieme tutte queste semplici proposte sono certo che nel giro di qualche anno i botti diventerebbero un fastidioso ricordo.
