Valdegamberi. La maggioranza degli italiani è contraria
Stefano Valdegamberi, consigliere regionale veronese della Lega, lancia un appello a tutti i parlamentari affinché non votino l’invio di armi all’Ucraina deciso dal Governo quando il Parlamento sarà chiamato a pronunciarsi sulla conversione in legge del decreto.

«Le posizioni espresse dal sen. Borghi e dal gen. Vannacci hanno contribuito a riportare al centro del dibattito una questione che non può più essere elusa: la riproposizione automatica dell’invio di armi non rappresenta una strategia di pace, ma il prolungamento di un conflitto che continua a produrre instabilità, vittime e gravi conseguenze economiche anche per l’Italia».
Ed indica anche la strada alternativa che è quella del primo ministro ungherese Viktor Orbán, fondata sulla difesa dell’interesse nazionale, sulla richiesta di negoziati e sul rifiuto di un coinvolgimento militare sempre più profondo.
Senza l’Italia l’Europa è finita
«Non bisogna cedere a pressioni o ricatti da parte di un’Unione Europea che troppo spesso dimostra debolezza politica e assenza di una visione strategica comune» continua Valdegamberi-.
«Senza l’Italia l’Unione Europea non avrebbe il peso politico ed economico che oggi rivendica. Per questo non può e non deve accettare imposizioni che vanno contro l’interesse nazionale, il ruolo del Parlamento e la volontà dei cittadini.

Il voto di ciascun parlamentare sarà giudicato dagli italiani
Da questo voto emergerà con chiarezza il pensiero di ciascuno, un pensiero che sarà giudicato dai cittadini, la cui maggioranza è contraria all’invio di armi, soprattutto quando questo significa sottrarre risorse ai bisogni primari del nostro Paese, a partire dalla sanità, dal welfare e dal sostegno alle famiglie e alle imprese».
«La maggioranza di governo non può limitarsi a ratificare decisioni prese altrove. Serve un segnale politico forte e condiviso, che riaffermi la centralità del Parlamento, la sovranità delle scelte italiane e la necessità di puntare con decisione sulla diplomazia».

L’Italia deve seguire il piano di pace di Trump
Di qui l’invito ai parlamentari della Lega e di tutta la coalizione di governo a non sostenere la conversione di questo decreto e a «seguire senza esitazioni il piano di pace proposto da Donald Trump, nella convinzione che solo un’iniziativa politica coraggiosa e pragmatica possa aprire la strada a una soluzione negoziata del conflitto».
