(David Benedetti) Secondo stime dell’OCSE e del sistema di sorveglianza sanitaria, circa il 5% degli italiani ha un disturbo d’ansia generalizzato, mentre quasi il 20% della popolazione presenta sintomi di ansia o depressione di lieve-moderata entità.

Tra il 2018 e il 2022 i dati indicano un aumento significativo di ansia e depressione tra i giovani, stimato attorno a +20% come prevalenza dei sintomi nei giovani sotto i 20 anni

Quasi uno studente su due tra scuole superiori e università soffre oggi di ansia, con un aumento del 20% rispetto a prima della pandemia. Dietro questo dato allarmante si nascondono pressioni invisibili, perfezionismo tossico e un sistema educativo che troppo spesso ignora le emozioni. Ma cosa sta davvero succedendo nelle aule italiane?

Voti, test, attività extra scolastiche: ogni passo dei ragazzi sembra misurato. E se questo non bastasse, i social media mostrano coetanei “perfetti”, causando la sensazione di non essere mai abbastanza. Il futuro? Instabile, incerto, spaventoso. La scuola, che dovrebbe preparare a vivere, rischia di diventare una trappola emotiva. Molti non ce la fanno e preferiscono abbandonare gli studi o seguire corsi on-line.

La scuola invece di preparare a vivere genera ansia

ansia 2 Adige

Il perfezionismo è la principale miccia dell’ansia. Ogni errore diventa un fallimento. L’autostima si lega al rendimento scolastico, e così piccoli insuccessi esplodono in ansia cronica e stress. Bullismo, esclusione sociale e il confronto con i pari aggravano il carico emotivo.

La didattica tradizionale premia i risultati, non l’apprendimento. L’intelligenza emotiva e la resilienza restano spesso fuori programma. Genitori e amici che controllano ogni passo limitano l’autonomia, lasciando i ragazzi impreparati a gestire frustrazione e ansia.

Così, crescono giovani super competenti sulla carta, ma fragili dentro. La soluzione non è semplice, ma esistono strategie concrete per ridurre l’ansia e promuovere benessere emotivo.

Le strategie per promuovere il benessere emotivo

Valorizzare la crescita personale: invece di concentrarsi solo sui voti, è importante riconoscere gli sforzi, la curiosità e la creatività. Un compito non perfetto può diventare un’occasione di apprendimento e autostima. Non siamo il voto che prendiamo.

Insegnare a gestire le emozioni: tecniche di respirazione, relazionarsi con chi attraversa le stesse problematiche e piccoli momenti di pausa consapevole aiutano a controllare ansia e stress, anche durante lo studio o la giornata scolastica.

Favorire l’autonomia: lasciare che gli studenti prendano decisioni sulle proprie attività e gestiscano i propri tempi sviluppa resilienza. Anche piccoli passi, come organizzare un progetto da soli o decidere l’ordine dei compiti, aiutano a costruire sicurezza interna.

Spazi di dialogo e supporto: momenti di confronto con insegnanti, psicologi scolastici o gruppi di pari permettono di esprimere ansia e preoccupazioni senza sentirsi giudicati. Parlare dei propri timori è già un primo passo per ridurne il peso.

Bilanciare impegni e tempo libero: attività creative, sport o hobby non legati alla prestazione scolastica aiutano a scaricare tensione e sviluppare un senso di identità al di fuori dei voti.

Con piccoli cambiamenti quotidiani, la scuola può smettere di essere fonte di stress e diventare invece un luogo dove i ragazzi imparano non solo conoscenze, ma anche a conoscere e gestire se stessi.