A un anno e mezzo dalle comunali emergono i m primi nomi
(Gianni De Paoli) Finita la kermesse elettorale delle regionali la politica veronese è già entrata nel mood elezioni comunali. Manca un anno e mezzo. Che in politica non è molto. Sei mesi prima inizia già la campagna elettorale che implica che siano già noti i candidati alla poltrona di sindaco e quindi i 18 mesi si riducono a 12, o forse anche meno.
Damiano Tommasi, sindaco uscente, verosimilmente sarà riconfermato dal centrosinistra. Non ha mai palesato l’idea di non ricandidarsi, per cui, almeno come ipotesi di lavoro, la sua ricandidatura è l’ipotesi più concreta.

A meno che, letti i sondaggi, Pd, Traguardi&compagni non decidano di cambiare cavallo. Nel caso, si sussurra nei corridoi di Palazzo Barbieri, il candidato potrebbe essere Giampaolo Trevisi, neo consigliere regionale del Pd, poliziotto, già dirigente della scuola di polizia di Peschiera. Un cambio però rischioso, perché nel 2022 il centrosinistra veronese ha vinto indossando i panni di una coalizione civica che ha pescato alla grande nel centro cattolico e benpensante. Scegliere un candidato del Pd vorrebbe dire rinunciare almeno ad una parte di quell’elettorato.
Tanti nomi per un sindaco solo
Ma è il centrodestra che nella scelta del candidato ha il compito più gravoso. Ed anche rischioso, visto il pasticcio combinato con la candidatura Sboarina. Se stavolta non trova una quadra per presentarsi tutto unito, rischia di ripetere l’errore che ha regalato al centrosinistra Verona, città italiane di destra per antonomasia. Quello di correre unito è il primo obiettivo, noto anche ai leader nazionali che, come si sa, hanno l’ultima parola. La condizione necessaria, ma non sufficiente per vincere.
La coalizione unita deve fare bene attenzione a scegliere il candidato giusto. E qui iniziano i problemi, perché ognuno dei tre partiti del centrodestra pensa di averlo. E, ammesso che sia così, a quale dei tre tocca esprimerlo?

Flavio Tosi, deputato europeo e segretario regionale di Forza Italia, non ha mai nascosto la volontà di tornare a Palazzo Barbieri dopo aver completato due mandati (2007-2012; 2012-2017). Addirittura nel 2011 s’era affermato come il sindaco “più amato d’Italia”. S’era parlato di un impegno in tal senso del tavolo nazionale al momento che assegnava alla Lega la presidenza della Regione, ma è stato smentito. Esperienza, curriculum, standing sono punti a suo favore.
Contro gioca, oltre al peso elettorale del suo partito, Forza Italia, che alle ultime regionali s’è fermata al 10%, il ricordo della sconfitta del 2022 che però Tosi rimanda al mittente ricordando che al ballottaggio s’era dichiarato disponibile all’apparentamento, rifiutato da Sboarina.

Fratelli d’Italia a buon dirittoavrebbe potuto rivendicare la candidatura sindaco. Non gli mancano i nomi, a cominciare dal segretario provinciale Ciro Maschio, presidente della commissione Giustizia della Camera, con una lunga esperienza sui banchi del consiglio comunale. C’è poi il sottosegretario all Cultura Gianmarco Mazzi, che come manager dello spettacolo ha fatto moltissimo per l’immagine di Verona; l’eurodeputato Daniele Polato, con una lunga esperienza amministrativa e dominus dell’amministrazione Sboarina, il senatore Matteo Gelmetti,il capogruppo in Consiglio comunale Massimo Mariotti, amministratore e politico di lungo corso e la neo-eletta al Consiglio Regionale Anna Leso. Se alle ultime regionali si fosse confermato il primo partitodi Verona non ce ne sarebbe stato per nessuno.

Invece con il suo 20% è stato superato dalla Lega che ha riscosso il 24% dei voti e proprio in forza del risultato elettorale più recente potrebbe rivendicare la precedenza nella scelta del primo cittadino. In pole position c’è il presidente di VeronaFiere Federico Bricolo, già deputato, il presidente di Acque Veronesi Roberto Mantovanelli e il capogruppo al Consiglio Comunale Nicolò Zavarise.
Non mancano poi i nomi nell’area civica, sempre del centrodestra. Tra questi Matteo Gasparato, già presidente del Consorzio Zai ora del Porto di Venezia, Paolo Rossi, consigliere comunale, entrambi di Verona Domani.
Questi i primi nomi. Ma non è escluso che nei prossimi mesi ne salti fuori qualche altro, magari un outsider inaspettato. Manca un anno e mezzo. Ma i giochi sono già in corso.
