Crisi a San Bonifacio: il sindaco Soave rassegna le dimissioni dopo le fratture nel centrodestra
(ndc) Si chiude bruscamente l’esperienza amministrativa del sindaco Fulvio Soave alla guida di San Bonifacio: scattano i 20 giorni prima del commissario. Nella mattinata di oggi martedì 13 gennaio, il primo cittadino ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni, consegnando una lettera formale al Segretario Generale dell’ente. La notizia segna la fine di un mandato iniziato nel giugno 2024, quando Soave si impose al ballottaggio con il sostegno compatto delle forze di centrodestra.

Le ragioni della crisi: una maggioranza in frantumi
Il terremoto politico non è arrivato inaspettato. Da mesi, infatti, la coalizione di governo era attraversata da fibrillazioni e scontri interni. Il punto di non ritorno è stato raggiunto con la clamorosa approvazione di una mozione di sfiducia contro il vicesindaco Roberto Turri: un atto politico pesante che ha visto il voto favorevole di alcuni esponenti della stessa maggioranza, sancendo di fatto la fine dell’unità del gruppo.

I tempi tecnici e il futuro del Comune
Secondo quanto previsto dalla normativa, le dimissioni diventeranno irrevocabili tra 20 giorni. Durante questo intervallo, Soave resterà in carica per il disbrigo degli affari correnti e per garantire la continuità amministrativa. Allo scadere del termine, scatterà lo scioglimento del Consiglio Comunale e la nomina di un commissario prefettizio, che traghetterà il comune verso nuove elezioni.
Il sindaco ha già convocato una conferenza stampa per illustrare nel dettaglio i retroscena e le motivazioni personali e politiche che lo hanno spinto a questo passo radicale.

