(A.P.) La torcia olimpica arriverà a Verona domenica 18 gennaio. Nel frattempo sono sorte polemiche circa l’identità dei tedofori, perché vari ex campioni olimpici sono stati estromessi per far posto a influencer e a personaggi dello spettacolo.
Pochi sanno che questa usanza di portare il fuoco sacro da Olimpia in Grecia tornò in auge durante le olimpiadi di Berlino del 1936. Infatti, la staffetta per far arrivare la torcia olimpica fu una delle molte innovazioni dei Giochi di Berlino del 1936 . Da allora questa spettacolare corsa è diventata una caratteristica comune a tutte le Olimpiadi. Come nei tempi antichi, i Giochi erano stati pensati per promuovere la pace e l’armonia tra Stati potenzialmente ostili che, per l’occasione, interrompevano la guerra e posavano le armi.

Può parer strano ma nel 1936 anche i tedeschi volevano incoraggiare lo stesso spirito. Hitler, le cui iniziative di pace e disarmo furono spesso ignorate (la sua intenzione originaria era di attaccare l’Unione Sovietica ) aveva dimostrato le proprie intenzioni con l’accordo navale anglo-tedesco del 1935, ben consapevole della preoccupazione britannica per la crescita della Marina tedesca.
Quello era stato uno dei fattori scatenanti della Prima guerra mondiale, come mostrò lo strepitoso successo successo del romanzo The riddle of the sands, nel quale si alludeva a una invasione tedesca delle isole britanniche. Dunque, la Germania accettò di limitare la propria Marina da guerra ad appena il 35% delle dimensioni di quella inglese e, così facendo, spezzarono il Fronte di Stresa, faticosamente portato avanti da Mussolini per contenere lo strapotere germanico.

La torcia olimpica per Berlino 1936 fu accesa e portata in un viaggio di 1.100 chilometri da 3000 tedofori fino alla capitale tedesca. Si disse che la corsa di questa fiaccola simboleggiasse questo nuovo spirito di armonia. Il 20 luglio 1936 fu dichiarato giorno festivo in Grecia e i giovani e i meno giovani si prepararono a celebrare l’inizio delle Olimpiadi. All’alba, all’ombra del Monte Olimpo, il primo corridore prese la torcia accesa per dare inizio a una staffetta che doveva attraversare sette paesi.
In ogni città sulla strada per la frontiera bulgara si tennero cerimonie per benedire la torcia che passava. Al suo arrivo intonarono un inno e i musicisti suonarono musiche benauguranti, usando degli strumenti antichi. Non ci furono gli obbrobri che si videro nelle olimpiadi successive, con corse su metropolitane, su barche a remi, con pubblicità della Coca Cola, la Lloyds Bank e altri sponsor commerciali, stravolgendo l’originale spirito olimpico.

Altre innovazioni dell’olimpiade di Berlino furono la Campana olimpica e la ripresa in diretta delle gare con delle telecamere piazzate sulle piste.

