Verona, 15 gennaio 2026 – Una semplificazione attesa da anni diventa finalmente realtà. Acconciatori, estetisti e tatuatori vengono infatti esclusi dall’obbligo di iscrizione al Rentri, il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti. La novità è contenuta nella Legge di Bilancio 2026, che modifica l’articolo 188-bis del Codice dell’Ambiente, accogliendo le richieste avanzate da Confartigianato e dalle categorie del settore benessere.
La misura risponde a una criticità sollevata più volte dalle associazioni di categoria, che avevano segnalato l’eccessiva complessità e i costi sproporzionati degli adempimenti digitali richiesti a imprese di piccole dimensioni, spesso con pochi addetti e volumi limitati di rifiuti da gestire.
«L’esclusione dal Rentri – spiega Cristina Scurtu, estetista e presidente di Confartigianato Benessere Verona – rappresenta un intervento di semplificazione normativa importante per migliaia di micro e piccole imprese dei servizi alla persona. Solo nella provincia di Verona parliamo di circa 2.600 attività, mentre in Veneto sono oltre 12.000. L’obbligo di iscrizione avrebbe comportato costi di formazione, gestione informatica e burocrazia non proporzionati alla realtà del settore. È però bene ricordare – aggiunge – che l’esonero non significa mancanza di responsabilità: restano tutti gli obblighi legati alla corretta gestione dei rifiuti».
Le imprese del comparto benessere continueranno infatti a smaltire i rifiuti pericolosi (come aghi, lame o materiali contaminati) tramite operatori autorizzati, conservando i formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) in formato cartaceo e garantendo lo smaltimento con cadenza almeno annuale, come previsto dalla normativa ambientale vigente.
«Resta centrale una gestione responsabile e tracciata dei rifiuti – evidenzia Beatrice Daniele, presidente della Federazione Benessere di Confartigianato Imprese Veneto –. Questa esclusione non riduce i controlli né le buone pratiche ambientali, ma elimina un onere digitale che non rispondeva alle reali esigenze delle microimprese. È il risultato di un lavoro di rappresentanza che ha portato a regole più equilibrate e aderenti alla realtà artigiana».
Un risultato che Confartigianato considera una vittoria di buon senso. «Siamo lieti di annunciare – conclude la veronese Cristina Scurtu – che grazie all’impegno della nostra Confederazione è stato evitato l’ennesimo aggravio burocratico fatto di procedure complesse e rischio di sanzioni. Si tratta di un passo avanti per la semplificazione e il riconoscimento delle peculiarità del nostro settore».
