Pressi. Non bisogna essere ossessionati dal privato

Non piace ad Anna Maria Bigon, consigliere regionale veronese del Pd, la proposta del governo e di Forza Italia di abolire il vincolo di esclusiviità per i medici del Servizio sanitario nazionale, che legge come un passo ulteriore verso la privatizzazione.

«Questa impostazione rischia di snaturare la missione del servizio pubblico: il medico non è un erogatore di prestazioni a cottimo, ma un professionista che prende in carico la persona, ne segue il percorso di cura e lavora in un sistema integrato. Liberalizzare il cumulo degli incarichi non ridurrà le liste d’attesa nel pubblico: quelle ore aggiuntive finiranno inevitabilmente dove il mercato paga di più, aumentando le disuguaglianze e l’indebitamento della sanità pubblica

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Anna Maria Bigon

«In Veneto i numeri parlano chiaro: 1 medico su 4 lascia il servizio pubblico. Non se ne va perché non può lavorare abbastanza, ma perché lavora in condizioni sempre più difficili: carenza di personale, turni massacranti, reparti depotenziati o chiusi, tecnologie obsolete, prospettive di carriera limitate e stipendi non adeguati alle responsabilità
«Se davvero si vuole trattenere il personale medico e attrarre nuove professionalità – conclude Bigon-, la strada è un’altra: investire su ospedali pienamente operativi, su strumenti tecnologicamente avanzati, su organizzazioni del lavoro che funzionano, su percorsi di crescita professionale chiari e su un riconoscimento economico adeguato. Non sulla deregulation e sulla privatizzazione strisciante.»

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Matteo Pressi

Alla Bigon risponde Pressi

Le risponde Matteo Pressi, consigliere regionale veronese capogruppo della List Stefani. «Ancora una volta la sinistra confonde il sintomo con la malattia. Il Ssn non riesce più a erogare tutte le prestazioni che vengono richieste. Permettere ai medici dipendenti dal Ssn di lavorare privatamente al di fuori dell’orario di lavoro è un espediente per supplire alla mancanza di camici bianchi. Esattamente come avviene per i gettonisti. Certo sono tutti tamponamenti ad un sistema che non regge più. Ma non bisogna essere ossessionati dal privato. Ben venga qualsiasi provvedimento che cerchi, in attesa di una profonda riforma sanitaria, di venire incontro ai bisogni dei cittadini».