“Ennesimo cortocircuito del Green Deal: la direttiva sulle plastiche monouso, invece di rafforzare il riciclo europeo, sta smantellando impianti in Italia e in tutta Europa. Ormai conviene di più comprare il prodotto riciclato da Egitto, India e Cina che utilizzare quello made-in-Italy. Cosí la transizione ecologica si conferma un regalo alla concorrenza extraeuropea”. Cosí Paolo Borchia, Lega, coordinatore in commissione Industria del Parlamento europeo per il gruppo dei Patrioti.

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“Dal 1° gennaio 2025 la direttiva impone un contenuto minimo del 25% di plastica riciclata nelle bottiglie in PET per bevande: nell’UE vengono imposti standard severissimi, costi di raccolta eccessivi e vincoli stringenti sul contatto alimentare; fuori, produttori che operano con regole minime ci vendono plastica ‘riciclata’ a prezzi stracciati. Il risultato è che il produttore italiano che vuole restare nella legalità è costretto a scegliere tra materia prima rigenerata dall’estero o un riciclato domestico che il mercato non remunera. La Lega –conclude Borchia– chiede che gli obblighi di riciclato servano prima di tutto a valorizzare la filiera italiana che già oggi ricicla oltre il 70% degli imballaggi. Chi esporta verso l’Ue deve rispettare gli stessi standard delle nostre imprese: senza reciprocità, la politica ambientale diventa deindustrializzazione mascherata”.