Tosi: ecco come l’Ue spende i nostri soldi

Flavio Tosi, chiede alla Ursula von der Leyen un’attenzione più rigorosa sull’attività del Consiglio europeo della ricerca (ERC), un organismo formalmente indipendente che tuttavia utilizza fondi dell’Unione europea, quindi dei cittadini, nell’ambito del programma Horizon Europe e il cui organo direttivo viene nominato dalla Commissione.

Secondo Tosi, l’ERC, che per mandato dovrebbe sostenere progetti di eccellenza scientifica e di reale impatto strategico per l’Unione, «continua a destinare i soldi degli europei e degli italiani a ricerche su tematiche islamiche di nicchia e marginali, del tutto inutili per l’interesse pubblico».

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Corano, capelli delle musulmane, dinamiche cromatiche e razziali nel Maghreb

Già lo scorso aprile, dopo lo stanziamento di quasi 10 milioni di euro per un progetto dedicato all’influenza del Corano nella cultura europea, Tosi aveva scritto alla Presidente von der Leyen chiedendo «una riflessione più attenta e prudente in vista della nomina dei futuri membri del Consiglio scientifico dell’ERC». Successivamente, sono stati finanziati ulteriori progetti, tra cui 1,6 milioni di euro per una ricerca sull’identità e la rappresentazione dei capelli delle donne musulmane e 1,3 milioni di euro per uno studio sulle dinamiche cromatiche e razziali nel Maghreb.

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«Ho chiesto alla Presidente della Commissione – afferma Tosi che venga definito un indirizzo strategico più chiaro sui criteri di utilizzo dei fondi Horizon Europe da parte dell’ERC. L’indipendenza scientifica non può tradursi in assenza di orientamento o irresponsabilità nell’uso di risorse pubbliche europee, senza garantire un effettivo impatto e un’elevata qualità dei progetti finanziati». «Fermo restando il pieno rispetto della libertà accademica e della pluralità degli approcci nella ricerca – conclude Tosi – ritengo che qualunque organismo che gestisce fondi pubblici dovrebbe adottare criteri di selezione più rigorosi e coerenti con le priorità dell’Unione. L’allocazione di ingenti risorse richiede un costante esercizio di responsabilità, equilibrio e attenzione alle reali esigenze dei cittadini europei».