Ha cercato di mettere a segno la classica “truffa del falso carabiniere”, ma il piano è saltato grazie alla prontezza della vittima e all’intervento tempestivo dei militari. Protagonista della vicenda un 18enne tunisino, arrestato nei giorni scorsi a Sant’Ambrogio di Valpolicella.

Tutto è iniziato con una telefonata arrivata sul telefono fisso di un anziano residente in zona. Dall’altra parte della cornetta, un uomo che si è spacciato per un Carabiniere ha riferito alla vittima di essere tra i sospettati di una grave rapina avvenuta in una nota gioielleria di Verona. Per “chiarire la sua posizione”, il finto militare ha sostenuto che fosse necessario consegnare tutti i gioielli custoditi in casa a un presunto agente in borghese, così da permettere un confronto con la refurtiva e agevolare le indagini.

telephone 2797304 1280 1

L’anziano ha annusato la truffa

Una richiesta che, però, non ha convinto l’anziano. Insospettito sia dall’insolita procedura sia dalla dinamica del racconto, molto simile a quelle descritte nelle campagne di sensibilizzazione promosse proprio dall’Arma contro le truffe, l’uomo ha interrotto la conversazione e ha contattato immediatamente il 112.


I militari della Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Caprino hanno subito riconosciuto il tentativo di raggiro. Dopo aver rassicurato la vittima, hanno inviato due pattuglie presso l’abitazione, organizzando un servizio di appostamento nei pressi della palazzina.
Poco dopo, mentre chi stava orchestrando la truffa al telefono era convinto di aver ormai convinto l’anziano, un complice si è presentato alla porta per ritirare i gioielli. Il giovane, ignaro della presenza dei Carabinieri, è stato bloccato appena giunto davanti all’appartamento.

Condotto in caserma per gli accertamenti, è stato identificato come un 18enne tunisino, domiciliato nel Casertano. Per lui è scattato l’arresto, successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria scaligera.
L’episodio si inserisce nel solco delle numerose truffe tentate ai danni di persone anziane, spesso prese di mira con la tecnica del finto appartenente alle forze dell’ordine. Fondamentale, in questo caso, si è rivelata la lucidità della vittima nel riconoscere il pericolo e chiedere subito aiuto.
Segno inequivocabile però che sono troppi i crimini commessi, soprattutto da immigrati, contro anziani o persone in stato di debolezza.
Sarebbe necessario e opportuno che le istituzioni intervenissero con fermezza per tutelare i cittadini che non si sentono più sicuri.