Alle Gallerie Mercatali di Verona, in occasione di Amarone Opera Prima, l’anteprima ufficiale organizzata dal Consorzio Vini Valpolicella, è stata presentata l’annata 2021 di Amarone della Valpolicella nel tradizionale panel di assaggio riservato a enologi ed esperti degustatori.
Il nuovo millesimo si distingue per una integrazione completa delle componenti sensoriali, in particolare sul piano gustativo e retro-olfattivo, e per un equilibrio particolarmente centrato, frutto di una gestione accurata dell’appassimento e della finezza dell’affinamento. Il profilo che emerge è quello di un Amarone dalla struttura elegante, capace di coniugare profondità e precisione espressiva, con solide prospettive di invecchiamento.

L’annata 2021 è stata nel complesso complessa e impegnativa dal punto di vista climatico. Dopo una prima fase fredda, segnata da gelate primaverili, la stagione è proseguita con un’estate caratterizzata da siccità e temperature elevate. Una sfida affrontata con successo grazie alla resilienza dei vigneti e alla competenza dei viticoltori della Valpolicella, che hanno saputo ottenere uve sane, equilibrate e di elevata qualità, espressione autentica della forza del territorio anche nelle annate più difficili.
Dal punto di vista viticolo, il ciclo 2021 ha preso avvio in ritardo a causa di un clima più freddo della media, che ha rallentato il risveglio vegetativo, iniziato solo dopo la prima decade di aprile. Il germogliamento è risultato complessivamente omogeneo, mentre solo in alcune aree circoscritte le gelate dei primi giorni di aprile hanno causato danni limitati.
Il mese di maggio, molto piovoso, è stato determinante per la gestione della peronospora in vigneto. La fioritura, avvenuta tra il 5 e il 10 giugno, si è invece svolta in modo regolare grazie a condizioni calde e secche e a una buona disponibilità idrica accumulata nelle settimane precedenti. In questa fase la peronospora è rimasta sotto controllo, mentre l’oidio ha richiesto una maggiore attenzione, soprattutto nell’ultima decade di giugno.
L’invaiatura, anch’essa in ritardo, si è collocata a metà agosto in un contesto di scarse precipitazioni, che ha determinato situazioni di stress idrico in alcuni vigneti. Il mese di settembre, caldo e asciutto, ha permesso di riallineare la vendemmia ai tempi storici, garantendo uve in eccellente stato sanitario. La maturazione, variabile in funzione delle diverse aree della denominazione, è risultata complessivamente più lenta ma di qualità elevata, con una buona integrità aromatica, un’ottima maturazione fenolica e dotazioni antocianiche superiori rispetto al 2020.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla fase di appassimento in fruttaio. Le uve sono state monitorate con cura per zona e varietà, sia nelle operazioni di messa a riposo sia nel controllo delle condizioni sanitarie. Un autunno più fresco della media ha favorito un appassimento lento e regolare, portando a ottime concentrazioni zuccherine e polifenoliche e allo sviluppo di importanti precursori aromatici, preludio a una trasformazione lenta in cantina e alla nascita di un Amarone 2021 di grande finezza ed equilibrio.
