(di Francesca Romana Riello). Educazione alla legalità, confronto con gli studenti a Pescantina. A colpire, alla fine della mattinata, sono state soprattutto le domande. Quelle arrivate dai ragazzi, dirette, senza filtri, dopo aver ascoltato esempi concreti di episodi accaduti anche nel territorio veronese.

Educazione alla legalità, confronto con gli studenti a Pescantina

Educazione alla legalità

Bullismo, reati minorili, baby gang, uso dei social. Temi che gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado di Pescantina hanno affrontato nei giorni scorsi in un incontro pensato per parlare di legalità partendo dalla realtà, non dai manuali.

Il confronto si è sviluppato attraverso situazioni quotidiane, comportamenti comuni, scelte che spesso sembrano leggere ma che possono avere conseguenze serie. Un approccio che ha favorito l’attenzione e la partecipazione dei ragazzi, chiamati più volte a intervenire e a raccontare il loro punto di vista.

Educazione alla legalità, confronto con gli studenti a Pescantina

Il valore del pensiero critico

«Il messaggio più importante è imparare a distinguersi, a non seguire il branco», ha sottolineato l’assessore alla Pubblica istruzione Vittoria Borghetti, ripensando all’incontro del giorno prima. «Ai ragazzi è stato chiesto di sviluppare un pensiero critico, autonomo, capace di valutare quello che vedono e che leggono».

Un invito ribadito anche dal vicario questore, dottor Laquaniti, che ha aperto la mattinata dialogando con gli studenti a partire da esempi concreti. Il suo intervento si è concentrato proprio sulla capacità di fermarsi, ragionare e non adeguarsi automaticamente al gruppo.

Reati minorili e responsabilità

Nel corso dell’incontro l’agente Falzone ha poi affrontato il tema dei reati che rientrano nella sfera dei minori. La visione di un breve video

di Paola Cortellesi sul bullismo ha fatto da innesco per una riflessione più ampia su comportamenti che, spesso sottovalutati, possono avere conseguenze rilevanti.

Sono stati richiamati casi realmente accaduti, anche nel Veronese, per spiegare quali siano le responsabilità e le ricadute, non solo dal punto di vista legale ma anche personale. Un passaggio specifico ha riguardato i fenomeni legati alle baby gang.

L’incontro rientra nel Progetto Legge, il percorso di educazione alla legalità promosso dal Comune di Pescantina e portato avanti nel corso dell’anno. Nei mesi scorsi il progetto aveva previsto anche la consegna agli studenti del libro La strana coppia di Antonio Savoldi, come ulteriore spunto di riflessione.

Durante la mattinata è stato illustrato anche il funzionamento dell’app YouPol, strumento della Polizia di Stato per segnalazioni e comunicazioni rapide. Un’indicazione pratica, rimasta tra le cose che i ragazzi hanno annotato con più attenzione.

Educazione alla legalità, confronto con gli studenti a Pescantina