Andrà “in esilio” a Monteforte d’Alpone

Il Papà del Gnoco, dopo lungo travaglio interiore, consultate le maschere e i componenti del Comitato del Bacanal ed altri consiglieri di corte, alla fine ha deciso. Non si presenterà alla sfilata dei carri del Bacanal del Gnoco del Venardì Gnocolar. Una notizia di cui è superfluo sottolineare la gravità. Come se non bastassero la guerra in Ucraina, i massacri di Gaza, i dazi di Trump, le minacce di guerra in Iran e nel mar dei Caraibi, il Mercosur, l’inflazione, e l’insicurezza che pervade le nostre città, ci mancava solo la defezione del Papà del Gnoco!

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Il Papà del Gnoco “sull’Aventino”

Quella fatta dal Comitato e dal suo Sire è una decisione che peserà certamente sul futuro della città. La scelta di andare in esilio volontario a Monteforte d’Alpone contiene un messaggio subliminale forte, perché richiama quella dei parlamentari antifascisti contrari al governo Mussolini che nel 1924 si ritirarono sull’Aventino. Quali saranno le conseguenza sugli equilibri politici della città? Come reagirà l’amministrazione Tommasi. Resisterà il sindaco ad una simile decisione o sarà per questo indotto a dimettersi? E il popolo veronese come la prenderà?

Chi vivrà, vedrà. Ma non il Papà del Gnoco. Per farlo dovrà andare a Monteforte.