Inizia con una contraddizione il percorso di Futuro Nazionale
(o.a.) Sono contrari a mandare ancora armi all’Ucraina. Ma la fiducia al Governo, posta giovedì 12 febbraio proprio sul decreto che stabilisce l’invio di ulteriori aiuti e armi a Zelensky, l’hanno votata Emanuele Pozzolo, ex FdI e i fuoriusciti dalla Lega Rossano Sanno ed Edoardo Ziello hanno giustificato la contraddizione dicendo che con la fiducia volevano rimarcare la loro permanenza all’interno del centrodestra.
Motivazione verosimilmente concordata con il loro capo: il generale Vannacci che adesso dopo essere uscito dalla Lega, ha il problema della collocazione del suo nuovo partito, Futuro Nazionale, accreditato dai sondaggi attorno al 3%. Che così non comincia bene il suo percorso.
Non occorre essere dei politologi per cogliere la palese contraddizione.

Il generale è uscito dalla Lega accusandola di essere contraria a mandare armi all’Ucraina a parole, salvo poi votare a favori in Parlamento. Ma poi i deputati di Futuro Nazionale hanno fatto la stessa cosa. Una contorsione che incrina la credibilità delle affermazioni di Vannacci, finora sempre coerente con quanto dichiara e come vota al Parlamento Europeo.
Difficile essere “partito di lotta e di governo”. Difficile per la Lega, che si trova in equilibrio precario fra quello che vorrebbe fare e quello che le tocca fare per stare al governo. Ma difficile anche per il generale per non precludersi la possibilità di essere accolto nel centrodestra alle prossime elezioni. Questione, più che di linea politica, di soglia, che se si sta in coalizione s’abbassa al 3%.
Il fatto è che la posizione sulla guerra in Ucraina per il governo Meloni è dirimente. Chi è per la pace, chi è contro l’invio di armi a Zelensky, sta fuori.
