(Simone Vesentini) Nel precedente articolo pubblicato sull’Adige di Verona la domanda era concreta: dove lasciare la bicicletta quando si arriva a destinazione? Da lì emergeva un punto più ampio: le ciclabili non intercettano tutte le mobilità allo stesso modo. Chi scrive non è contrario alla mobilità su due ruote, anzi! Trova però legittimo chiedersi se, in una città come Verona, abbia senso realizzare ciclabili sulla sede stradale esistente, riducendo spazio al traffico, oppure eliminando decine di posti auto.

Va riconosciuto che l’attuale l’amministrazione sta cercando di chiudere gli anelli della rete ciclabile urbana, passaggio fondamentale per continuità e sicurezza dei percorsi. Quando però la sezione stradale si viene a restringere, l’effetto è spesso più congestione, più pericoli, più inquinamento e più code. Se la ciclabile non intercetta davvero la mobilità quotidiana, il rischio è di sommare disagi senza ridurre le auto. Studi europei* indicano che nelle città mediterranee di medie dimensioni la quota di spostamenti in bici resta sotto il 5%, con un potenziale difficilmente oltre il 10–15% anche con infrastrutture sviluppate, per fattori strutturali come distanze maggiori, tessuti consolidati e bisogni familiari.

ciclabile corsia rotated

Mobilità intercettate e mobilità escluse

Le ciclabili funzionano bene per tempo libero, cicloturismo e spostamenti brevi. Incidono meno sulla mobilità quotidiana, dove emergono limiti concreti: spesa o pacchi, figli piccoli, maltempo, distanze maggiori ed esigenze familiari.

Restano ai margini soprattutto:

  • commuter adulti
  • lavoratori dei servizi
  • genitori
  • persone anziane

Un pubblico non intercettato: i turisti dai parcheggi scambiatori

Esiste un’utenza potenziale poco considerata: i visitatori che arrivano in auto e parcheggiano nei nodi di accesso, come Verona Sud.
Se l’obiettivo è ridurre l’ingresso delle auto nel centro, questo è uno dei pubblici più logici da intercettare con la bici.
Ma, ad oggi,  mancano servizi diffusi di bike sharing e collegamenti ciclabili continui verso il centro.
Ed anche il turista, una volta arrivato, incontra lo stesso problema: dove lasciare la bici mentre visita la città?
Senza rastrelliere visibili e diffuse, la catena intermodale resta letteramente.. “al palo”..

Qualità e sicurezza delle ciclabili

Sullo scarso utilizzo delle ciclabili veronesi incide la scarsa manutenzione: foglie, detriti, e pozzanghere simili a laghetti a pochi centimetri riducono sicurezza ed utenza. Molto pericolosi i ( troppi) tombini dissestati ed i tanti dislivelli.

ciclabili rosse rotated

Mobilità diverse, infrastrutture diverse

Le ciclabili non sono tutte uguali perché non tutte le mobilità sono uguali. Una ciclabile che vuole incidere sul traffico deve intercettare davvero la mobilità quotidiana o pubblici coerenti come l’interscambio turistico  senza degradare ulteriormente quella automobilistica già esistente.

*Studi europei sulla mobilità urbana indicano che nelle città mediterranee di medie dimensioni la quota di spostamenti in bicicletta resta generalmente sotto il 5%, con valori più elevati solo in alcune realtà del Centro-Nord Europa. (Fonti: European Commission Urban Mobility Observatory; European Cyclists’ Federati Federation)