(di Francesca Romana Riello).Rebranding Agsm Aim, via libera. Con 21 voti favorevoli e un’astensione il Consiglio comunale ha approvato la delibera che autorizza la modifica dell’articolo 1 dello statuto della società. Un passaggio necessario per consentire all’assemblea straordinaria di deliberare il cambio di denominazione e chiudere formalmente il percorso di rebranding.

Rebranding Agsm Aim, via libera

Il mandato del Consiglio

Non è ancora il cambio di nome, ma il via libera politico che lo rende possibile. Il provvedimento affida al sindaco il mandato a partecipare e votare favorevolmente in assemblea straordinaria. Un atto previsto dallo Statuto comunale quando si interviene sugli statuti delle società partecipate.

A spiegare il senso dell’operazione è stato Damiano Tommasi. «Arriviamo al termine di un percorso iniziato nell’ottobre 2020», ha ricordato, quando Verona e Vicenza decisero di unire le rispettive aziende storiche. AGSM e AIM, ha sottolineato, non sono solo sigle, ma pezzi di identità territoriale, legate ai servizi e a centinaia di famiglie.

La prima denominazione, AGSM-AIM, era la somma dei due acronimi. Una soluzione di transizione, utile ad avviare l’integrazione. Oggi però, con la nuova governance e il piano industriale 2025-2030, l’azienda punta a presentarsi come soggetto unico.

«Non più la semplice somma di due realtà», ha spiegato il sindaco. Nei primi mesi, ha ammesso, le distinzioni tra provenienze e nomine sono state fisiologiche. Ma per una multiutility che guarda al mercato nazionale serve un’identità più netta.

Rebranding Agsm Aim, via libera
Federico Testa, presidente del Gruppo Agsm Aim ora Magis

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Il nodo, ha aggiunto Tommasi, è anche comunicativo. «A Verona la chiamano ancora AGSM, a Vicenza AIM». Segno che l’unità non è stata interiorizzata. Da qui l’idea di un vero e proprio “battesimo”.

Il nome scelto è Magis. Una parola che richiama crescita e moltiplicazione dell’energia. Ma anche una scelta di posizionamento: nel panorama nazionale operano A2A, Hera, Iren, Acea, marchi brevi e riconoscibili. L’obiettivo è collocarsi su quel livello, senza perdere il legame con la storia e con i colori aziendali.

Sul piano procedurale, il sindaco ha richiamato l’articolo 76 dello Statuto comunale: prima dell’assemblea straordinaria serve l’autorizzazione del Consiglio. «Non c’è alcuna forzatura», ha detto. «Stiamo rispettando le regole». Anche Vicenza seguirà lo stesso iter.

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Verso il nuovo nome Magis

Il confronto in aula si è acceso soprattutto sul metodo. Maria Fiore Adami, Fratelli d’Italia, ha presentato due emendamenti, entrambi respinti. Ha contestato la tempistica, ricordando che il nuovo nome era già stato presentato pubblicamente durante le festività natalizie

«Perché votare oggi, se il nome è già stato annunciato?», ha chiesto, parlando di un ruolo del Consiglio ridotto a ratifica.

Di segno opposto Giacomo Cona, che ha definito la delibera «un passaggio importante nel percorso avviato nel 2020». Per lui Magis rappresenta crescita e visione strategica in un settore, quello energetico, sempre più centrale anche sul piano geopolitico.

Carlo Beghini (Pd) ha insistito sulla coerenza con il piano industriale e con l’investimento da 1,2 miliardi nei prossimi cinque anni. «Non è solo un cambio di nome», ha detto, «ma il consolidamento di una nuova identità».

Contrari Salvatore Papadia (Forza Italia) e Massimo Mariotti (Fratelli d’Italia), che hanno chiesto maggiore confronto preventivo e maggiore attenzione alle procedure.

A riportare la discussione sul piano tecnico è stato Alberto Falezza (Pd): «Oggi non cambiamo direttamente il nome della società. Autorizziamo il sindaco a votare in assemblea straordinaria». Sarà infatti quell’organismo a deliberare formalmente la nuova denominazione.

Con il voto di ieri si compie dunque l’ultimo passaggio politico prima della decisione societaria. Se l’assemblea approverà la modifica statutaria, AGSM-AIM diventerà ufficialmente Magis. Dopo cinque anni di integrazione, la doppia sigla è pronta a lasciare spazio a un unico nome. Resta ora da vedere se sarà anche quello che cittadini e territori adotteranno davvero.

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