(Angelo Paratico) L’impegno del generale Roberto Vannacci è davvero ammirevole. La sua esperienza lo rende un personaggio che sa mostrare sul campo il proprio valore e le sue capacità, ma ciò che lo rende davvero speciale sono le sue capacità retoriche, certamente frutto di studio e di meditazione. Aveva giurato di restare con la Lega, ma poi, con la creazione di un suo partito, è caduto in contraddizione e questo gli ha fatto perdere molti dei consensi di cui godeva. La sua immagine mi ricorda un personaggio storico che in qualche modo ha incrociato il luogo della mia nascita: Georges Boulanger.

330px General Georges Boulanger

Sono originario di un paese in provincia di Milano, Turbigo, posto sulle rive del fiume Ticino e che divide il Piemonte dalla Lombardia. Il 3 giugno del 1859 una colonna dell’esercito francese e di quello piemontese guadarono il fiume proprio a Turbigo, entrando in Lombardia.  Si scontrarono con i soldati austriaci che occupavano la Lombardia. I franco-piemontesi marciarono verso Magenta dove, guidati da Napoleone III, un giornalista prestato alla politica, ebbero la meglio. In seguito, si ebbe lo scontro finale che chiuse quella guerra, a Solferino.

Il soprannome di Georges Boulanger fu “Général Revanche” ed ebbe una vita assai movimentata. Le sue fortune iniziarono con una palla austriaca presa nel petto proprio a Turbigo, nella zona oggi nota come Arbusta. Un tenente suo collega venne ucciso ed è ancora sepolto nel cimitero del paese. Boulanger era un tenente del I reggimento Tirailleurs Algériens, che vennero mandati per primi all’attacco delle postazioni austriache. La ferita gli valse una medaglia della Legione d’Onore per il coraggio dimostrato. In seguito, fece una brillante carriera nell’esercito, servì la Francia in Indocina, poi durante la guerra franco-prussiana e infine in Tunisia.

Promosse un forte movimento nazionalista, che fu chiamato “boulangisme”, un termine ancora usato in Francia e che ebbe molta presa sull’elettorato, sui cattolici tradizionalisti e sui nostalgici della monarchia. Inoltre, promosse una vigorosa campagna politica per vendicarsi della Prussia di Bismarck e della sconfitta subita dalla Francia a Sedan nel 1870. Salì sino a occupare la prestigiosa poltrona di Ministro della guerra ed entrò in Parlamento come deputato.

Marguerite Crouzet
Marguerite Crouzet

Fu immensamente popolare con i suoi soldati e con l’elettorato, una volta tolta la divisa da generale, per via della sua retorica infuocata, a tal punto. Temettero una sua presa del potere violenta nel gennaio 1889, per evitarlo cambiarono la legge elettorale per impedirgli di fare il pieno alle elezioni del settembre 1889 e, infatti, le perse. Per un attimo carezzò l’idea di un colpo di Stato, come fece Napoleone III, ma non ebbe il coraggio di spingersi sino a quel punto. I suoi piani divennero noti e per sfuggire a un ordine d’arresto fuggì a Londra e poi in Belgio.

Caduto in disgrazia ed esiliato, si suicidò in un cimitero di Bruxelles, romanticamente sparandosi una pallottola in testa sulla tomba di una donna da lui amata, Madame de Bonnemains (née Marguerite Crouzet) che, malata di tisi come la Violetta della Traviata, era morta fra le sue braccia alcuni mesi prima. Era il 30 settembre 1891 e a 54 anni si chiuse la sua esistenza.

Le Petit Journal suicide du general Boulanger 1

I marxisti videro nel movimento boulangista da lui guidato una forma di proto-fascismo, ma secondo altri sarebbe stato, in realtà, un fenomeno tipico della sinistra radicale. Insomma, le idee restano piuttosto confuse su di lui, voleva una rivoluzione di destra o di sinistra? Non lo si è mai capito, anche perché con la penna non ci sapeva fare.

Il futuro primo ministro Clemenceau era stato suo compagno di liceo e quando seppe del suo suicidio, disse: “E’ morto com’è sempre vissuto, da sottotenente”.