(o.a.) Ancora una vota la lettura che l’Italia offre ai suoi cittadini della guerra scoppiata ieri 28 febbraio con l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran è quella di un paese satellite che deve per forza ripetere la narrazione dettata da Washington.

La guerra, ci dicono, è stata scatenata da Trump e da Netanyahu, fino a qualche mese fa intento a radere al suolo Gaza, per impedire all’Iran di costruirsi la bomba atomica. liberare dal velo le donne iraniane e togliere di mezzo il regime bigotto e sanguinario degli ayatollah.
Ci avevano già provato il 13 giugno scorso, ma dopo una decina di giorni avevano dovuto mollare perché Teheran era un osso più duro di quanto pensassero.

Ora l’Italia, come tutti i paesi dell’anglosfera, approva l’intervento militare, senza peraltro essere stata nemmeno consultata, dato che Crosetto – e qui si sfiora il ridicolo-, nientemeno che Ministro della Difesa, è rimasto bloccato a Dubai, dove, dicono, si trovava per “motivi personali”. A riprova che non ne sapeva niente e che non contiamo niente.
Però, anche se siamo in uno stato satellite degli Usa, come persone pensanti non possiamo esimerci dal considerare i fatti per quello che sono.

Usa e Israele possiedono una quantità imprecisata di bombe atomiche. Ma pretendono di impedire ad un altro stato sovrano di produrre energia nucleare. Eh sì, perché l’Iran ha sempre dichiarato di volerla usare a fini civili, come tanti altri paesi del mondo e di non avere nessuna intenzione di costruire ‘la bomba’.
Ma quand’anche fosse, con tutta l’antipatia per i pretoni islamici, che cosa c’entrano gli israeliani e gli americani? L’atomica ce l’ha anche la Corea del Nord. Con la loro logica dovrebbero scatenare una guerra anche contro Kim Jong. E come la mettiamo allora con l’India e il Pakistan, per non dire con la Cina e con la Russia?

E’ evidente che quella dell’atomica è una scusa. Un’altra balla inventata per giustificare agli occhi dell’opinione pubblica ‘occidentale’, narcotizzata da decenni di propaganda, un’aggressione ingiustificabile. Come quando tirarono fuori la scusa delle “armi di distruzione dimessa”, mai trovate per ammissione degli stessi angloamericani, alla vigilia dell’invasione del’Iraq.
Bisogna poi ricordare che Israele, che fa le pulci in casa d’altri, non ha mai aderito al patto di non proliferazione nucleare e rifiuta le ispezioni da parte degli organi internazionali. E si permette, senza che nessun paese sotto l’egemonia americana osi dire neanche ‘bah’, di bombardare altri stati sovrani come il Libano, la Siria, la Giordania, lo Yemen, per non dire di Gaza.
Come mai tutte le oche che hanno starnazzato per l’invasione russa dell’Ucraina se ne stanno zitte e quiete di fronte all’attacco all’Iran?
Per comprendere quello che sta accadendo bisogna sollevare lo sguardo su un livello più ampio e considerare la situazione geopolitica globale che mostra un grande cambiamento.
Fino al 1989, anno della caduta del Muro di Berlino, l’equilibrio del mondo era bipolare, Usa/Urss. Poi, con la globalizzazione, era diventato unipolare, con il dilagare della potenza militare e finanziaria americana.
Oggi, con la crescita della Russia, della Cina, dell’India, del Pakistan e dell’Iran gli equilibri sono cambiati. Il mondo è diventato multipolare.
E questo non piace agli Usa. O meglio, non piace alle lobbies finanziarie che ne detengono il potere. Anche a prescindere che chi è il presidente. E qui arriviamo al nodo che forse ci permette di capire che cosa sta succedendo.

Voleva il Nobel per la pace ma fa la guerra
Trump è repubblicano, ovvero del partito che ha sempre attuato una politica ‘isolazionista’, orientata all’interno più che all’estero. Coerentemente aveva promesso di dedicarsi nel miglioramento delle condizioni di vita degli americani e s’era impegnato a far finire tutte le guerre che ci sono nel mondo, a cominciare dall’Ucraina, al punto di candidarsi a premio Nobel per la pace.
Poi, improvvisamente, ha invertito la linea politica ed è diventato guerrafondaio: ha sostenuto Israele nel massacro di Gaza, ha aggredito militarmente il Venezuela, e adesso attacca l’Iran.
Che cos’è successo nel frattempo? Che cos’è che lo ha fatto cambiare radicalmente? Che c’entri qualcosa il caso Epstein?
