Rischiosa per l’equilibrio del Polesine l’estrazione dall’Adriatico
“La crescente tensione internazionale e i possibili rallentamenti nel traffico delle metaniere di GNL non possono diventare l’alibi per rilanciare progetti di estrazione di gas nell’Adriatico, con pesanti ricadute sul territorio polesano e sull’equilibrio ambientale della costa veneta”.
Lo dichiara il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, intervenendo nel dibattito sulla sicurezza energetica italiana e sulle possibili conseguenze delle crisi geopolitiche sulle forniture di gas.
“È evidente – prosegue Valdegamberi – che l’Italia deve affrontare con serietà il tema dell’approvvigionamento energetico. Terminali strategici come il Terminale GNL Adriatico rappresentano un’infrastruttura fondamentale per il Paese, ma non si può pensare di risolvere le difficoltà internazionali scaricando i costi ambientali su territori fragili come il Polesine”.
“L’area del Delta del Po è un ecosistema delicatissimo e già esposto a fenomeni di subsidenza e fragilità idrogeologica. Qualsiasi ipotesi di nuove estrazioni di gas nell’Adriatico deve tenere conto dei rischi concreti per il territorio, per la pesca, per l’economia locale e per l’equilibrio ambientale”.
Il gas russo costa molto meno in tutti i sensi

“Se davvero si vuole garantire sicurezza energetica al Paese – aggiunge Valdegamberi – occorre avere il coraggio di valutare tutte le opzioni disponibili. Tra queste vi è anche la possibilità di riaprire un confronto sulle forniture di gas provenienti dalla Russia, che per anni hanno rappresentato una componente importante e stabile dell’approvvigionamento energetico italiano, prima dell’Invasione russa dell’Ucraina del 2022”.
“Una riapertura di questo canale energetico – sottolinea – contribuirebbe ad abbassare il costo del gas e, di conseguenza, anche quello dell’energia elettrica, restituendo competitività al nostro sistema produttivo. Le imprese venete, in particolare quelle energivore, stanno pagando da anni prezzi dell’energia molto più alti rispetto ai loro concorrenti internazionali”.
“Difendere il territorio del Polesine da nuove trivellazioni e allo stesso tempo ridurre il costo dell’energia è possibile – conclude Valdegamberi – se si affronta il tema con pragmatismo e senza pregiudizi ideologici, mettendo al centro l’interesse delle famiglie, delle imprese e dell’economia del Veneto”.
