La proposta di Luca Zaia dopo le polemiche sulla presenza della Russia

Un appello affinché la cultura assuma un ruolo attivo nel promuovere il dialogo internazionale arriva dal Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, intervenuto in occasione della presentazione del progetto di riqualificazione e del completamento dei lavori del Padiglione Centrale ai Giardini.

Nel suo intervento, Zaia ha proposto che la Biennale di Venezia si faccia promotrice di uno statement dedicato alla pace, un documento condiviso e sottoscritto dagli artisti partecipanti, da diffondere a livello globale. Un’iniziativa che, nelle sue intenzioni, dovrebbe assumere un valore simbolico e politico al tempo stesso, esprimendo una presa di posizione del mondo culturale contro la diffusione dei conflitti.

Secondo Zaia, la manifestazione veneziana rappresenta uno dei principali luoghi di incontro tra culture e nazioni, con 99 Paesi coinvolti, e per questo particolarmente adatta a veicolare un messaggio universale di dialogo e cooperazione. Il Presidente ha inoltre rivolto un ringraziamento alla governance della Biennale per il lavoro svolto, sottolineando la necessità di preservarne autonomia e ruolo di spazio aperto al confronto internazionale.

Il progetto immaginato, ha precisato, non dovrebbe tradursi in un testo formale o simbolico privo di impatto, ma in un appello strutturato e riconoscibile, capace di riaffermare il rifiuto della guerra come strumento di risoluzione delle controversie e di valorizzare la diplomazia culturale come alternativa ai conflitti.

La Biennale distingue fra dimensione culturale e politica

Nel suo intervento, Zaia ha anche affrontato il tema delle polemiche legate alla partecipazione della Russia, ribadendo in modo netto la condanna dell’aggressione all’Ucraina, ma distinguendo tra la dimensione politica e quella culturale. La Biennale, ha osservato, non avrebbe il compito di esprimere giudizi politici, bensì quello di mantenere aperti spazi di relazione anche nelle fasi storiche più complesse.

A sostegno della sua posizione, il Presidente ha richiamato un precedente storico legato a Venezia, ricordando come la città abbia già svolto un ruolo diplomatico internazionale nel 1987, in occasione del G7, quando fu adottato un documento comune sul conflitto tra Iran e Iraq che invitava a una soluzione negoziata. Un esempio, ha concluso, della vocazione della città lagunare a proporsi come piattaforma globale di mediazione e dialogo.