(di Francesca Romana Riello). DAN.LIO, un Amarone per un brindisi di pace: c’è un progetto che prova a tenere insieme vino, musica e identità. E lo fa partendo da due nomi che non hanno bisogno di spiegazioni: Dante e Leonardo.

È stato presentato questa mattina al Caffè Dante Bistrot, in piazza dei Signori, “DAN.LIO”, Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2019 firmato dall’azienda agricola Paolo Cottini.

“Un vino per un brindisi di pace con Dante e Leonardo”: così lo raccontano i promotori.

Al tavolo dei relatori Vanna Maria Annichini, presidente dell’associazione culturale Mani d’Oro, Alberto Vincenzo Vaccari, scrittore ed esperto d’arte e ideatore del progetto, Bruno Di Stasi, musicista e direttore artistico, fondatore di Operazione Artisti, e il presidente della Provincia di Verona Flavio Pasini.

DAN.LIO, un Amarone per un brindisi di pace

Tra vino e progetto culturale

DAN.LIO è un’edizione limitata: mille bottiglie numerate.

Il nome unisce Dante e Lionardo, la firma con cui Leonardo da Vinci indicava sé stesso.

L’annata è il 2019, scelta per i 500 anni dalla morte di Leonardo, ma il progetto tiene insieme anche Dante, mettendo in dialogo due figure che continuano a parlare al presente.

Il vino nasce in Valpolicella Classica, nei vigneti dell’azienda Cottini a Fumane.

Corvina, Corvinone e Rondinella, appassite tra i 100 e i 120 giorni, poi fermentazione in rovere slavoniano e un affinamento lungo: 36 mesi in barrique e altri 8 in bottiglia.

Nel bicchiere è un Amarone pieno, con note di frutta scura, spezie e cioccolato.Strutturato, ma con una freschezza che lo tiene in equilibrio.

È un vino che sta a tavola senza difficoltà, ma che può anche essere lasciato lì, senza fretta.

Dentro lo stesso progetto però non c’è solo il vino,l’idea è più ampia e prova a tenere insieme anche artigianalità e racconto culturale.

Nascono così due lampade tematiche, dedicate a Dante e Leonardo, realizzate nell’ambito della “Festa del Paradiso”.

Un oggetto concreto, ma costruito attorno a un immaginario preciso.

Quella su Dante era già un’intuizione iniziale, mentre su Leonardo il lavoro è stato sviluppato in modo più strutturato, anche nella definizione dell’identità visiva.

L’obiettivo è chiaro: portare dentro un prodotto artigianale un contenuto culturale riconoscibile.

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DAN.LIO, un Amarone per un brindisi di pace

Accanto al vino, la musica.

Durante la conferenza è stato presentato in prima assoluta l’Inno a Dante, con testo di Vaccari e musica e voce di Bruno Di Stasi.

Un brano che richiama il viaggio, l’esilio, il ritorno.

“Fuggendo da patria fiorentina… oltre la selva oscura, ritrovarsi ancora”.

Il video uscirà nelle prossime settimane sulle principali piattaforme streaming.

Il progetto si inserisce in un percorso già avviato. Nel 2019 era stato realizzato l’Inno a Leonardo, con i Sonohra e la voce di Beatrice Pezzini.

Entrambi fanno parte dello spettacolo “La Festa del Paradiso”, presentato in anteprima nel 2025.

Attorno a questo si muove anche una strategia più ampia.L’obiettivo è far uscire il progetto dal perimetro locale.

Da una parte il lavoro dell’ufficio stampa, affidato a Silvia Franceschini, con il coinvolgimento di testate e giornalisti anche di settore.

Dall’altra la parte digitale, con la Provincia di Verona impegnata nella realizzazione di un video promozionale.

Riprese in città, montaggio e diffusione online: un contenuto pensato per allargare il pubblico e dare continuità al progetto.

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Un inno e mille bottiglie

Vino, musica, oggetti: linguaggi diversi dentro lo stesso percorso.

Vaccari lavora da anni su progetti che tengono insieme arte e divulgazione.Di Stasi porta la parte musicale e scenica.

Alla fine della presentazione, spazio alla degustazione in anteprima dell’Amarone.

Il progetto resta concreto: mille bottiglie, una produzione limitata, un territorio preciso; e il tentativo, nemmeno troppo nascosto, di farlo uscire da lì.

DAN.LIO, un Amarone per un brindisi di pace