(Claudio Beccalossi) Mentre c’è chi, a Palazzo Barbieri, pensa a piste ciclabili, chiusure viabilistiche, nuovi spazi di sosta a pagamento, angoli urbani cosiddetti secondari persistono sfacciatamente nel degrado senza azioni ostative o di ripristino della legalità e dell’igiene.
Dopo la “scoperta” (dell’acqua calda) della miscellanea di decadimento morale e ambientale a lato di via delle Coste (già documentata) un ricettacolo simile è stato individuato a ridosso di via Andrea Palladio (ancora nei pressi della stazione ferroviaria di Porta Nuova e di piazzale XXV Aprile).

In un’area sconnessa di sosta per autoveicoli sovrastante la SS 12, accanto ad un distributore di carburanti e quasi di fronte alla fermata dei pullman Flixbus, sembra in vigore la regola del silenzio assenso permissivo riguardo a nocività ed emarginazione. Le riprovevoli condizioni della superficie (invasa da fango, grossi tronchi di alberi segati o caduti anche sulla recinzione danneggiandola, rifiuti dispersi) sono solo un indigesto “antipasto” di quanto si può constatare entrando, dai varchi nella rete aperti abusivamente, in una boscaglia inselvatichita in declivio che s’affaccia sull’Istituto paritario “Sacra Famiglia”, in via Giuseppe Nascimbeni 10.

Dall’ingresso (cosparso a terra da cartoni e bustine di preservativi) si separano due sentieri battuti da chissà quale umanità alla deriva. Quello a destra porta ad una sorta di séparé lurido e squallido, senza copertura, per il mercato del sesso, formato da pallet in legno ed imballaggi. Fa amaramente sorridere il… senso ecologico dei frequentatori, con la dotazione d’un contenitore di rifiuti in cui ficcarvi schifezze, in uno strano concetto di “pulizia” rispetto al ciarpame disseminato ovunque.

L’altro viottolo, a sua volta, scende tra accumuli di robaccia varia, comprese alcune targhe di auto (che la polizia locale potrebbe raccogliere per risalite ai proprietari), un estintore, un trolley, immondizie, materiali di scarto, siringhe. Un desolante spettacolo che pone interrogativi su mancati controlli e bonifica istituzionali.

Anche l’ambito della stazione di servizio presenta lacune. Una segnaletica stradale divelta ed addossata ad un muretto, a terra. Masserizie e vecchi elementi d’arredo abbandonati.
Non tira un’aria buona in quest’ennesima nicchia di declino d’elementare civiltà che nessuno pare filarsi. Gli indifferenti?


