Il Comitato Fossi per tutelare la sicurezza e l’ambiente
(Antonella Traina) Il centro di Montorio assediato dai Tir. Lo segnala il Comitato dei Fossi, l’associazione nata alla fine degli anni ‘80 proprio per tutelare l’ambiente del paesino ormai entrato a far parte della città.
«Montorio possiede una propria zona industriale dove si trovano fabbriche e attività connesse», spiega Claudio Ferrari, presidente dell’associazione. Da qualche anno a questa parte, nella zono del Fontanon, adiacente al centro storico, si è installata una azienda di vendite on line che ha sede legale a Prato e che a Montorio possederebbe un magazzino.
«Dicono di avere un magazzino- continua Ferrari. «Ci chiediamo se in realtà non sia un polo logistico e se sia autorizzato». Di fatto, il centro del paese è attraversato, quotidianamente, da Tir imponenti e decisamente troppo grandi per le strade piccole e strette di Montorio. Il Comitato Fossi ha più volte sollevato il problema, sia in Circoscrizione che con l’amministrazione comunale: «i Tir non potrebbero passare perché c’è un divieto, con tanto di cartello, che però non viene rispettato».

La situazione preoccupa i residenti perché lo scorso luglio i proprietari del terreno, dove si trova l’azienda, hanno presentato all’Ufficio viabilità del comune di Verona, una richiesta di deroga per permettere il transito dei mezzi.
«Il Comune, a novembre, aveva concesso la deroga sulla base di quanto approvato in Circoscrizione che, però, non si è riunita-, prosegue Ferrari. -Un errore? E’ stato registrato negli atti e nel verbale. Ci siamo rivolti sia al comune che alla Circoscrizione per segnalare la cosa».
Ma la situazione, dal punto di vista pratico, sembra non essere cambiata. Il Comune, cui il Comitato Fossi si è ripetutamente rivolto negli ultimi 2 anni, non sta dando le risposte che gli abitanti si sarebbero aspettati. «Quello che pervade tutti è un senso di frustrazione. Ci hanno risposto che la questione è sul tavolo. – conclude Ferrari.-Una risposta che dice tutto e niente».

Intanto il centro storico, stretto, continua ad essere attraversato dai Tir a tutte le ore del giorno, in barba al divieto.
«Abbiamo fotografie che provano questa inadempienza del divieto, alcune le abbiamo scattate proprio nei giorni scorsi»-
«Per una associazione come la nostra, nata proprio per tutelare e far conoscere il nostro territorio, a cui teniamo molto, è una questione seria. Inoltre, gli abitanti dove passano questi bilici si lamentano. Sono strade strette, quasi vicoli, prive di marciapiedi e il rischio per i pedoni o anche gli autoveicoli è alto. I Tir poi arrivano all’altezza delle finestre delle case con il rischio di divellere le imposte o colpire qualche balcone».
«Noi comunque non intendiamo fermarci, chiederemo ancora di parlare con gli assessori competenti per risolvere il problema».

