E così mette in difficoltà il governo, il centrodestra e FdI
( o.a.)Già il 6 luglio del 2023 L’Adige in un articolo – La moglie di Cesare e la Santanché– metteva in evidenza come fosse inopportuno per un governo tenere un ministro coinvolto in vicende giudiziarie. Daniela Garnero – questo il suo nome quand’è nata- è invece rimasta al suo posto e la Meloni non l’ha rimossa dalla carica di ministro del Turismo, nonostante l’imbarazzo dei fratelli d’Italia.
E’ stato un errore. La prima macchia in un partito che procedeva a gonfie vele, guidato da una persona che fin dal momento in cui era stata nominata capo del governo, aveva rivendicato di non essere ricattabile.
La Santanché, come sempre accade, a sua difesa avanzava la solita scusa della presunzione d’innocenza, che vale finché uno non è condannato in ultima istanza. Principio sacrosanto che vale per tutti. Solo che per un ministro vale anche quello dell’opportunità politica, ovvero della valutazione che la propria posizione, magari anche di semplice indagato o rinviato a giudizio, possa rendere meno credibile la sua alta funzione e magari anche danneggiare l’immagine delle istituzioni e del suo partito.

Dopo Santanché i casi Pozzolo e Delmastro
A questo la Santanché non c’ha nemmeno pensato. C’avrà pensato la Meloni, che avrebbe fatto bene fin da allora a chiederle di dimettersi. Ma forse equilibri di partito glielo hanno impedito.
C’è poi stato il caso Pozzolo, il deputato che a Capodanno ha sparato un colpo di pistola ferendo una persona, prontamente sospeso dal partito. Quindi il caso Delmastro. Prima quello riguardante la rivelazione di segreti d’ufficio e, proprio alla vigilia del referendum, quello che ha visto il sottosegretario alla Giustizia al centro di una polemica per presunti affari con una famiglia ritenuta vicina ad ambienti camorristici.
L’invito della Meloni a dimettersi
Delmastro ha avuto almeno la sensibilità di dimettersi. Cosa che sembra non avere alcuna intenzione di fare la Santanché, anche dopo che ieri la Meloni l’ha invitata pubblicamente a farlo. Questo atteggiamento, dopo la sconfitta al referendum, mette in ulteriore difficoltà FdI nel momento più difficile della sua storia impartito di governo. Conoscendo Giorgia Meloni, della quale tutto si può dire, meno che non sia determinata, c’è da aspettarsi qualche decisione clamorosa. Se non altro per recuperare quella credibilità perduta in pochi giorni.
