(a.z.) Il Parlamento europeo ha approvato oggi il mandato negoziale sul nuovo regolamento rimpatri, segnando un passaggio rilevante nel dibattito sulle politiche migratorie dell’Unione.
Il provvedimento punta a rafforzare i meccanismi per il ritorno nei Paesi d’origine degli immigrati che non hanno diritto a rimanere sul territorio europeo, introducendo procedure più rapide e coordinate tra gli Stati membri.

Il voto dell’Aula riflette un cambio di clima politico rispetto agli anni passati, quando il confronto sull’immigrazione era dominato da posizioni più orientate all’accoglienza. Negli ultimi tempi, invece, si è fatta strada una linea che mette al centro il controllo delle frontiere, la gestione ordinata dei flussi e l’effettività dei rimpatri, considerati strumenti essenziali per la credibilità del sistema.

MEP Carlo Fidanza

In questo senso vanno anche le dichiarazioni di Carlo Fidanza, capogruppo di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, che sottolinea come si tratti di un “risultato storico” per l’Europa e l’Italia e che «questo è stato possibile soltanto grazie ad un governo di centro destra».
Dello stesso avviso anche il capogruppo della Lega,

BORCHIA OFFICIN

Paolo Borchia, che evidenzia come “abbia vinto il buonsenso del centro destra e perso la sinistra” e si augura che ora si prosegua su questa strada per sicurezza e tutela dei cittadini.

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Vannacci e Bacciga

Vannacci: primo passo per la remigrazione

Esulta anche il Generale Vannacci da sempre sostenitore della remigrazione con un video virale sui social.
Infatti, una politica migratoria efficace deve distinguere tra chi ha diritto alla protezione internazionale e chi, invece, non soddisfa i requisiti previsti. In questo senso, il rafforzamento dei rimpatri è una misura di legalità e di equilibrio, capace di incidere anche sulla percezione di sicurezza dei cittadini veronesi, italiani ed europei, perché il problema è ormai comune e sentito dalla nostra città finì alle metropoli continentali.

Non sono mancate, tuttavia, le critiche da parte della sinistra che teme possibili ricadute sulle garanzie individuali e chiede maggiore attenzione alle condizioni dei rimpatri e al rispetto delle norme internazionali, tema dove però i cittadini a larga maggioranza sono contrari.
Il negoziato con il Consiglio e la Commissione sarà ora decisivo per definire i contenuti finali del regolamento. In gioco c’è non solo l’efficacia delle politiche migratorie europee, ma anche la capacità dell’Unione di trovare un equilibrio tra sicurezza, solidarietà e tutela dei diritti fondamentali.