(o.a.) Primo effetto referendum: dai sondaggi, anche se sappiamo che vanno sempre presi con le pinze, è cambiato il rapporto fra centrodestra e centrosinistra. La vittoria del No ha determinato il sorpasso.
Pd, M5S, Avs, +Europa, Azione e Italia Viva mettessi assieme raggiungerebbero il 48,4%, contro il 44,6% della coalizione formata da FdI, FI, Lega, Noi Moderati. Il centrosinistra sarebbe quindi in vantaggio di 3,8 punti secondo la rilevazione di Youtrend. Tendenza confermata anche da altri sondaggi.

Punto più, punto meno, per la prima volta dal 2022 l’alleanza di governo si trova in svantaggio. Una bella botta.
Poi, si sa, un conto sono le elezioni ed un altro il referendum. Un conto è scegliere a chi dare in mano l’Italia e un altro rispondere ad un quesito specifico. Ma il segnale c’è. E non è solo l’effetto della vittoria del NO. C’è molto altro.
Il centrodestra deve stare attento
E’ da tempo che dalle pagine de L’Adige stiamo scrivendo che, soprattutto a destra, nello zoccolo duro, in quegli elettori che da sempre votano FdI o la Lega, c’è dello scontento.
Con questo governo si aspettavano più ordine, più sicurezza, un giro di vite contro i violenti ed una stretta sull’immigrazione. Invece niente. Anzi peggio. I poliziotti hanno le mani legate? E perché non gliele hanno slegate cambiando le leggi? In 3 anni e mezzo e con una maggioranza così ampia ne avrebbero avuto tutto il tempo.
E poi la guerra. La gente, e anche gli elettori di destra, ne ha le palle piene di mandare armi e soldi all’Ucraina. Ma il governo continua a farlo anche se poi mancano i soldi per rispettare gli impegni con il credito d’imposta, la sanità e le pensioni.
Inoltre molti non sono d’accordo con le sanzioni alla Russia che ci costringono a pagare il gas, e quindi anche la bolletta della luce, il triplo.

E avrebbero anche voluto sentire una presa di posizione ferma contro il genocidio dei palestinesi a Gaza e la prepotenza bellica di Israele che, tra l’altro, mette in ginocchio i carabinieri in missione Onu e vieta al cardinale Pizzaballa di recarsi al santo Sepolcro per la Domenica delle Palme. Solo qualche timida, formale protesta diplomatica, ma nessuna conseguenza concreta: umiliante.
E pur sapendo che siamo un paese satellite degli Stati Uniti, si sarebbero aspettati un atteggiamento diverso da parte del governo italiano a fronte della politica bellicista americana. Mattei, Craxi, Moro, Berlusconi, pur con tutti i loro difetti, avevano avuto un comportamento più dignitoso. Che poi hanno anche pagato duramente. Ma questo è un rischio che si deve assumere che va a governare un paese.
Ecco perché il centrodestra perde punti. Il referendum c’entra solo in parte. O forse ha fatto solo da catalizzatore.
Ora alle elezioni politiche del 2027 manca un anno e mezzo. Giorgia Meloni in confronto ala Schlein e a Conte è un gigante. Ma non basta più. Meglio cambiare registro. Altrimenti il recupero sarà molto difficile.
