(Angelo Paratico) A Hong Kong negli anni ’20 del secolo scorso i colonialisti britannici ebbero la necessità di sapere quanti cinesi risiedevano nella colonia. Era difficile obbligare tutti a partecipare a un censimento, ma presto un loro acuto funzionario ebbe una idea che permise di arrivare vicini al numero giusto. Bastava calcolare la quantità di feci raccolte da coloro che passavano ogni mattina a prenderle e che mantenevano una certa contabilità.
In Giappone nel 1941, all’approssimarsi della II guerra mondiale venne annunziato da un fetore enorme che avviluppò la capitale e le maggiori città del Paese, questo a causa dell’embargo petrolifero americano e la necessità di riservare tutto il poco carburante disponibile a mezzi bellici, sottraendolo alle autocisterne. Non esistevano pozzi neri. Il generale Tojo raccomandò a tutti i cittadini di fissare due taniche alle proprie biciclette e portare le proprie feci nelle campagne e diede lui stesso l’esempio.

Quella del «raccoglitore di letame» è sempre stata una professione molto redditizia in Cina e in Giappone: le feci dei ricchi raggiungevano prezzi più alti grazie alla loro dieta ricca, dato che i raccoglitori porta a porta di «letame notturno» vendevano i rifiuti umani agli agricoltori.
Queste persone erano incaricate di raccogliere questi escrementi, noti anche come «letame notturno» conservati in vasi da notte. A causa della mancanza di servizi igienici moderni e di sistemi di scarico, le persone conservavano i rifiuti umani e non erano autorizzate a smaltirli liberamente gettandoli in strada.
Ogni giorno, a orari prestabiliti, questi lavoratori andavano di porta in porta, raccogliendo i rifiuti e trasportandoli nelle zone rurali per venderli. Poiché la Cina il Giappone erano per la gran parte società agricole, questi rifiuti erano molto apprezzati dai contadini come fertilizzante, consentendo ai raccoglitori di letame di guadagnare bene. Di conseguenza, le persone arrivavano persino a contendersi i territori di raccolta.
Gli escrementi, una ricchezza per l’agricoltura
Durante la dinastia Song meridionale (1127–1279), la concorrenza era diventata particolarmente intensa, con i raccoglitori che a volte portavano persino le loro dispute territoriali in tribunale.
Durante le dinastie Ming (1368–1644) e Qing (1644–1911), il sistema divenne più organizzato. I rifiuti raccolti venivano trasportati in apposite “cisterne di fertilizzanti” fuori dalle città, dove venivano lavorati, essiccati e venduti agli agricoltori a scopo di lucro. Il valore dei rifiuti variava a seconda dello status sociale e della zona in cui si trovava la famiglia. Per prevenire i monopoli e la concorrenza sleale, i raccoglitori di letame stabilirono persino delle regole corporative.
Si divisero i territori tra loro, formalizzarono accordi notarili, simili ai contratti moderni, e proibirono severamente l’attraversamento delle aree di raccolta designate per altri. Tra questi raccoglitori di letame, il più famoso fu Luo Hui, originario di Chang’an durante la dinastia Tang (618–907), soprannominato il “Re dei Bagni”. Passò dall’essere un vagabondo disoccupato nella capitale a pulire i bagni delle famiglie benestanti.
Durante la dinastia Tang, quando la popolazione di Chang’an (la capitale della Cina) crebbe fino a quasi due milioni di abitanti, l’imperatore Xuanzong emanò decreti speciali che imponevano alle autorità di rafforzare la gestione dei rifiuti per mantenere l’igiene. Questo permise a Luo di avere un’opportunità di business. Raccogliendo i rifiuti umani e animali dalla città li vendeva agli agricoltori della periferia, e fu così che accumulò una notevole ricchezza.
Nella rigida società gerarchica dell’epoca, questa professione era vista con disprezzo e tenuta in scarsa considerazione.
Sebbene i vicini lo guardassero con disprezzo e lo chiamassero “raccoglitore di letame”, un intellettuale di nome Lu Jingyang una volta visitò la sua casa e rimase sbalordito nel trovarla arredata in modo sontuoso, con i suoi familiari ben vestiti di seta, con vasi e finissimi tappeti.

Lu chiese: “Dato che vivi una vita così ricca e agiata, perché continui a fare un lavoro così sporco?”
Luo rispose: “Anche con una grande ricchezza, non ci si può permettere di vivere oziosamente. Se smettessi di lavorare, la fortuna della mia famiglia declinerebbe.”
Si ritiene che Luo abbia di fatto monopolizzasse sia i bagni pubblici che quelli privati della capitale, dominando il commercio della raccolta dei rifiuti a Chang’an e fu così che divenne un magnate del settore dei servizi igienico-sanitari.
Come cantava Fabrizio De Andrè: “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. Oggi li chiameremmo “operatori ecologici” e apprezzeremo di più il loro lavoro, utilissimo per la prevenzione di malattie anche se un tempo non tutte venivano collegate alla scarsa igiene.
