Valdegamberi è uscito dalla Lega e aderisce al nuovo partito del generale Vannacci, Futuro Nazionale. Non è una sorpresa nell’uovo di Pasqua.
La scelta del consigliere regionale veronese era nell’aria, anche in considerazione del fatto che alle ultime regionali era stato candidato nelle liste della Lega in quota al generale, con cui aveva stretto già da tempo un solido rapporto umano e politico. Era quindi prevedibile che, dopo la sua uscita dal partito di Salvini, Valdegamberi l’avrebbe seguito. E così è stato.
«La mia scelta – spiega – è determinata dalla profonda sintonia, fondata su una visione condivisa in politica estera e nella difesa dei valori identitari, confermata dai principi espressi nello statuto di Futuro Nazionale, all’interno del quale ho riconosciuto valori che da sempre orientano il mio impegno politico».
Valdegamberi: per fare certe battaglie ci vogliono coraggio e determinazione
«Per portare aventi certe battaglie – continua Valdegamberi– ci vogliono coraggio, coerenza e determinazione. Con il generale abbiamo assunto un impegno chiaro: non arretrare su questi principi e non cedere: una linea politica per difendere la sovranità e la dignità delle istituzioni, nell’interesse nazionale».
Rilevante, nell’adesione a Futuro Nazionale, la comune posizione circa le derive ideologiche contemporanee come l’ideologia gender, la cultura woke e la cancel culture, fattori di disgregazione sociale e culturale e la difesa dei nostri confini e della nostra cultura dall’immigrazione indiscriminata. E con essa quella delle identità locali e della civiltà europea
Che si fonda sull’eredità del pensiero greco-romano e del cristianesimo.
Per quel che riguarda l’economia Valdegamberi ha trovato un’identità di vedute nella tutela della piccola e media impresa e del Made in Italy e nella necessità di sburocratizzare i soffocanti apparati pubblici, a partire da quelli di Bruxelles.
«Sia io che Vannacci – conclude– siamo uniti dalla volontà politica di rimettere al centro l’interesse nazionale, opponendosi a logiche esclusivamente finanziarie e promuovendo un modello di sviluppo radicato nei valori, nelle identità e nelle esigenze reali delle comunità».
