Gazzarra provocatoria, subito contenuta
(Claudio Beccalossi) Più d’un migliaio di persone (a detta di chi conosce bene la capacità ricettiva dello spazio) s’è assiepata nel prato antistante la Fabbrica in Pedavena, in via Pitagora, a San Martino Buon Albergo, per accogliere ed ascoltare il generale, con cessato servizio nell’Esercito, Roberto Vannacci (La Spezia, 20 ottobre 1968), ora eurodeputato in tour costituente, che, lasciata la Lega (con la quale era stato eletto, inizio mandato 16 luglio 2024) e dopo aver fondato il nuovo partito Futuro Nazionale il 6 febbraio 2026, dal 24 febbraio successivo è entrato nel gruppo parlamentare ESN (Europe of Sovereign Nations,Europa delle Nazioni Sovrane).
Affiancato dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Tregnago, 6 maggio 1970) che, a sua volta, è uscito dalla Lega per confluire in Futuro Nazionale, al suo arrivo ha subito risposto alle domande di alcuni giornalisti in una sala appartata.

Il partito
«Vengo da Vicenza, dove c’è stato un bagno di folla con circa 300 persone. Ma qui, mi dicono, ce ne sono ancora di più. Noi, fino al 2027, non useremo il simbolo di partito per le elezioni amministrative. In seguito ci presenteremo ovunque ci siano delle possibilità. Sicuramente le politiche saranno il banco principale ma ci sono anche tante amministrative e comunali dove Futuro Nazionale s’affaccerà. Perché non ci presentiamo nel 2026?
Perché siamo realisti. Il partito è nato formalmente 40 giorni fa con la registrazione dello statuto presso lo studio notarile ma, sostanzialmente, nascerà il 13 ed il 14 giugno all’assemblea costituente che si terrà a Roma. Perciò, non si può presentare una lista con il simbolo d’un partito che è ancora in formazione. Noi siamo gente pratica, la fuffa la fanno gli altri».
I sondaggi
«I sondaggi? I miei sondaggi sono questi: la gente che mi ferma per la strada o dovunque io vada. Non mi fido dei sondaggi che, secondo me, sono molto più strumentali e non reali. Andiamo avanti così. Io sono estremamente contento. Vi do alcuni numeri che non rappresentano i sondaggi ma la realtà. Il partito ha cominciato le iscrizioni il 1° marzo e, ad oggi, siamo a 23mila iscritti. Quindi, una media di più di 500 iscrizioni al giorno. Inoltre, si sono formati, in una quarantina di giorni d’esistenza finora, 500 comitati costituenti che vuol dire 25 comitati per ogni regione, facendo una media in maniera ruvida e brutale. Si tratta di numeri estremamente importanti».

Il Veneto
«Futuro Nazionale è un partito che sta crescendo, che suscita molto interesse, condivisione, anche curiosità. Il Veneto, peraltro, è stato generosissimo col sottoscritto. Al momento delle elezioni europee, m’ha regalato 72mila voti, senza che io fossi veneto e senza aver fatto alcuna campagna elettorale locale. La regione continua a dimostrarsi estremamente interessante, all’avanguardia, che cerca una risposta ai problemi concreti dell’industria, della manifattura, della piccola e media impresa. Ed anche per i cittadini che oggi pagano il diesel più di 2,2 euro al litro. Il Veneto rappresenta un’area geografica ed un territorio d’estremo interesse per tutti noi».
Con Valdegamberi
«Sto vannaccizzando la regione? Non mi voglio allargare a livello personale. Si tratta, semmai, di portare avanti principi, ideali e valori nei quali crediamo, che abbiamo trasferito all’interno del partito e che stiamo divulgando a tutti, col lavoro che dovremo fare in futuro per tirarci fuori da questa situazione che ormai ci vede irrilevanti a livello internazionale e perdenti in ambito economico e commerciale al nostro interno. Si tratta d’una situazione che non è più supportabile e nemmeno sopportabile da parte di alcuno.
Assieme a Stefano Valdegamberi, che ha aderito con grande entusiasmo a questo progetto, a tutti i volenterosi, a tutti i curiosi, a tutti gli entusiasti noi andremo avanti nel segno della purezza, dell’orgoglio, della capacità di sostenere questi principi sino in fondo, tracciando delle linee rosse che non dovranno essere superate perché poi è facile perdere di vista quelli che sono gli obiettivi ai quali facciamo riferimento. Vogliamo essere qua per dare risposte concrete. Rifacendoci agli ideali che ci contraddistinguono».

Le alleanze
«Con quali alleanze? Dico sempre, però, che le alleanze bisogna volerle in due. Noi ci siamo sempre dimostrati aperti alla possibilità di allearci. Le alleanze si fanno a premessa delle elezioni ma, nel frattempo, noi andiamo avanti da soli, in maniera indipendente, non abbiamo vergogna di quello che rappresentiamo. Quando sarà il momento e, soprattutto, se ci verranno dimostrate la possibilità, la capacità, la voglia, la volontà di costituire delle alleanze tutto è possibile.
Valuteremo. Noi vogliamo ampliare la possibilità del centrodestra d’affermarsi in questa nazione. Non siamo lo strumento della sinistra, non abbiamo quella mentalità, non vogliamo più tasse, non vogliamo no gas, no tav, no tap, no infrastrutture, no ponte. Non siamo di quella stirpe, siamo d’un altro valore e di un’altra visione del futuro».
Vannacci e il centrodestra
«Dove reperiremo elettori? Tra i delusi della compagine di centrodestra che, forse, ha perso un po’ la bussola. Forse s’è sbiadita, slavata, non ha tenuto a quelli che erano gli obiettivi principalmente rappresentati all’inizio di questo mandato. E, poi, ritengo che un’altra grande sacca sia quella delle persone che non vanno più a votare perché non riconoscono in nessun partito del panorama politico attuale qualcuno che li possa rappresentare.

La guerra, la Russia, il gas
Futuro Nazionale è un partito nuovo, in politica da pochi giorni, è chiaramente orgoglioso di quello che offre. Si presenta come un vero partito di destra. Un vero partito che crede in principi, in ideali e non vuole rinunciarvi ad alcun costo, vuole portarli avanti con fedeltà e sincerità nei confronti della popolazione.
Ma basandosi sempre su risultati effettivi, andando ad analizzare pragmaticamente la situazione, a partire da quella internazionale che è quella che ci porta ad avere il prezzo dell’energia più caro di tutte le aree industrializzate del mondo perché non vogliamo riaprire o, meglio, riallargare i rubinetti con la Russia. Non vogliamo, per esempio, porci in maniera più assertiva nei confronti degli Stati Uniti che hanno scatenato questa guerra».
Le preferenze
«La nostra posizione in caso di cambio di legge elettorale? Intanto, il ritorno alle preferenze. Noi vogliano ridare la sovranità al popolo. La democrazia si basa sulla possibilità del cittadino di scegliere liberamente chi lo deve rappresentare. Oggi i partiti hanno usurpato questa sovranità al popolo. I partiti devono essere funzionali al dibattito politico, non devono rubare al cittadino questa sovranità e questa possibilità di scegliere chi lo deve rappresentare.
E questo è il primo aspetto, il più importante della legge elettorale sul quale noi insisteremo. Inoltre, ce n’è un altro legato alla modernità. La raccolta delle firme. Facciamola per via telematica, informatica e tecnologica invece d’andare in giro col quadernetto e la penna come qualcuno ci obbliga fino ad oggi a farla. La facciamo per le proposte referendarie, non vedo perché non si possa fare per la raccolta firme per le elezioni».

Gli applausi
Dopo le interviste, Vannacci ha raggiunto il palco passando attraverso una selva di strette di mano, brevi frasi, applausi. Quindi, dopo gli interventi del referente dei comitati costituenti del neo partito (52 in Veneto, 15 in Friuli Venezia Giulia e 7 in Trentino Alto Adige), Guido Giacometti e del responsabile dei rapporti con gli enti locali per Futuro Nazionale, Stefano Valdegamberi (presentati dalla nota conduttrice Angela Booloni), l’europarlamentare ha infiammato i presenti illustrando i punti salienti del programma politico. La sua disamina ha avuto un momento d’interruzione per la gazzarra inscenata dal solito gruppuscolo di provocatori che ha smosso la decisa disapprovazione della gente attorno, con tempestivo intervento dei carabinieri presenti in servizio d’ordine pubblico.
