Adesso i nodi stanno venendo al pettine
(o.a.) Quando ci arriva la bolletta della luce o del gas e vediamo quant’è aumentata, il pensiero va a tutti quei nostri concittadini che nel 1987 e nel 2011 hanno votato contro l’energia nucleare nei 2 referendum abrogativi.
Se oggi le cose stanno così è anche per merito loro. Per cui a loro, e a tutti i politici che li hanno convinti a impedire che il nostro paese si attrezzasse per produrre energia nucleare, va tutta la nostra ’riconoscenza’. Una riconoscenza che viene dal cuore, perché se pensiamo che luce e gas ci costano 3 o 4 volte quello che ci costava prima del rifiuto europeo all’acquisto del gas russo, è inevitabile che oltre al portafoglio siano coinvolti anche i sentimenti.
Una riconoscenza che assume addirittura il livello di un obbligo morale di contraccambiare in qualche modo questa loro decisione se poi pensiamo che l’Italia è il paese europeo dove l’energia costa di più.

Ben 2 referendum ci hanno precluso il nucleare
Il pensiero che dei nostri illuminati concittadini abbiano scelto con ben 2 referendum di evitarci la seccatura di produrci l’energia che ci serve in casa, risparmiandoci il rischio di qualche incidente nucleare, lasciando che questo rischio se lo accollino francesi, svizzeri, tedeschi e sloveni, non può che accrescere la nostra gratitudine. Poco importa che la contaminazione ricadrebbe comunque sul nostro territorio. Poco importa se non siamo autosufficienti e che per far andare avanti la nostra industria dipendiamo dagli altri. Poco importa se con le guerre in corso rischiamo di fermare la produzione.
Quel che conta è rispettare la volontà di questi nostri lungimiranti e benemeriti concittadini. Se ne incontrate qualcuno, ringraziatelo. E magari chiedetegli anche se per il futuro ha anche qualche altra brillante idea da suggerire.
