(di Francesca Romana Riello). Donano sangue, 65 allievi della Polizia al Trasfusionale di Borgo Trento; prima volta per la Scuola di Peschiera, raccolti sangue e plasma per il fabbisogno sanitario.
Sessantacinque giovani in fila, qualcuno alla prima esperienza, tutti con la stessa intenzione: donare. Al Centro trasfusionale di Borgo Trento gli allievi della Scuola di Polizia di Peschiera del Garda hanno partecipato a una giornata collettiva di donazione di sangue e plasma. È la prima volta sul territorio veronese: 26 donne e 39 uomini del 233° corso della Polizia di Stato.
Il sangue raccolto entra subito nel circuito delle necessità cliniche quotidiane dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, dove le scorte non sono mai un dato stabile ma dipendono dalla disponibilità dei donatori. Ogni giornata come questa incide direttamente su quello che accade nei reparti.

La donazione entra nella formazione
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Scuola di Peschiera del Garda e l’associazione donatori volontari della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco. Il punto è portare la cultura della donazione dentro il percorso formativo degli agenti, prima ancora dell’ingresso in servizio.
Ad accompagnare i ragazzi, le figure istituzionali: il prefetto Demetrio Martino, il questore Rosaria Amato e la direttrice della Scuola Teresa Perna. Il tono resta operativo, senza enfasi, in linea con quello che accade ogni giorno nelle stanze del Trasfusionale, dove la macchina organizzativa deve reggere numeri e tempi.
Martino sintetizza così: «L’elemento della solidarietà è parte integrante del lavoro delle forze di polizia. Donare sangue significa contribuire concretamente alla comunità».
Donano sangue 65 allievi della Polizia di Peschiera del Garda al Trasfusionale di Borgo Trento
Per molti degli allievi è stata la prima donazione. Un passaggio tutt’altro che automatico. Il questore Rosaria Amato guarda già oltre la giornata: «Oggi è l’inizio di un percorso. L’auspicio è che ciascuno porti questa esperienza con sé anche nelle sedi future».
Dal punto di vista sanitario, il direttore della Medicina trasfusionale Giorgio Gandini mantiene il baricentro sui dati: «Questi ragazzi contribuiscono oggi alle necessità dell’Azienda e della regione, ma soprattutto porteranno questo seme in tutta Italia». Una giornata che lui stesso definisce «di festa», ma con effetti molto concreti.

Un gesto che diventa abitudine
L’associazione donatori della Polizia, attiva dal 2003, lavora su un passaggio preciso: mettere in contatto le nuove generazioni con chi ha già esperienza sul campo. Andrea Scamperle, presidente della sezione veronese, parla di un “ponte”: tra colleghi, ma anche tra chi ha visto emergenze e sa cosa significa una sacca di sangue, e chi si affaccia per la prima volta a questo gesto.
Anche Teresa Perna insiste sulla dimensione educativa: «Nel programma degli allievi è previsto un percorso di sensibilizzazione. Questa è la prima esperienza a Verona e la partecipazione è stata alta».
Resta l’immagine iniziale: ragazzi in attesa, qualcuno più incerto, altri già sicuri. Ma il punto non è la singola donazione. È quello che viene dopo. Quando un gesto occasionale comincia a diventare abitudine.

