(Giorgio Massignan) Da quando l’assessore Ferrari è intervenuto per pedonalizzare il Centro Storico di Verona, si è accesso un dibatto sui lati positivi e negativi dell’operazione. Non sono mancati gli attacchi e le strumentalizzazioni politiche, specialmente a solo un anno dalle elezioni amministrative.
La categoria dei commercianti, in maggioranza, è fermamente contraria alla pedonalizzazione, temendo di subire un danno ai loro affari.
Ma è realmente così? Quando furono pedonalizzate alcune strade del centro, nacquero feroci proteste ma, trascorso qualche tempo, gli stessi operatori del commercio non sarebbero più tornati indietro. Secondo alcuni studi, i dati spesso smentiscono le paure dei commercianti e, nelle aree pedonali si registra un aumento delle vendite.
Le città che hanno attuato la pedonalizzazione
È questo il caso di Barcellona, dove si è riscontrato un incremento del 30% delle attività economiche, di Lubiana, di Bruxelles dove, dopo un inizio molto contestato, ora l’85% dei negozianti è a favore della pedonalizzazione, di Madrid, di Amburgo, di Dublino e di molte altre città nel nord Europa che, pedonalizzate, sono migliorate sia in termini economici che di qualità e vivibilità della città.
Hanno pedonalizzato molte zone centrali anche parecchie città italiane, grandi, medie e piccole. Nelle città pedonalizzate, superato un primo periodo di difficoltà, si sono certificati non pochi benefici per il commercio. Si è riscontrato un aumento del flusso pedonale che va dal 20% al 40% ed un conseguente aumento degli introiti per il commercio stimati tra il 10% e il 20%.
Da evidenziare che la pedonalizzazione dei centri storici favorisce la riduzione dell’inquinamento e dei rumori.

Inoltre, un centro storico come quello di Verona, la cui antica struttura urbanistica non si concilia con il passaggio e la sosta dei mezzi a motore, attraverso la pedonalizzazione può riscoprire la sua reale essenza e identità, esaltandone le caratteristiche storiche, architettoniche e monumentali. Ma, è necessario realizzare le opportune infrastrutture per favorire l’accessibilità, supportata da parcheggi adeguati.
La pedonalizzazione non dovrà essere concepita solo per i turisti, ma soprattutto per il ritorno dei residenti con l’offerta di abitazioni a costi d’affitto convenzionati, con la regolamentazione dei BeB e con la presenza di funzioni e di servizi essenziali per coloro che ci abitano.
Pedonalizzare ma non isolare
Deve essere evitato l’effetto isola. Se la zona centrale pedonalizzata attrae molta utenza a discapito dei quartieri limitrofi, si rischia di trascurare ampi brani di città. Se il carico della viabilità sarà trasferito dalle zone pedonalizzate alle aree vicine, senza essere intervenuti nella trasformazione delle infrastrutture viabilistiche, il divario tra le diverse zone aumenterà, congestionando i quartieri periferici.

Diventa quindi necessario risolvere le questioni relative ai parcheggi, urbani ed extraurbani, preferibilmente sotterranei o, dove possibile, esterni al centro in silos verticali e garantire l’accesso al centro storico, ipotizzando dei parcheggi scambiatori tra le auto private e i minibus elettrici, oltre all’utilizzo dei percorsi ciclabili.
Va evitato che i benefici della pedonalizzazione vadano a nuocere ad altre aree urbane; così come sarà necessario distribuire i benefici a tutti i livelli sociali.
E’ necessaria una pianificazione complessiva
Non solo il Centro Storico, ma anche i quartieri esterni alla cinta delle mura dovrebbero godere di idonee aree pedonali come luoghi di socializzazione, di manifestazioni musicali e culturali.
Un obiettivo dovrebbe essere anche quello di evitare la polarizzazione del centro a danno della periferia. Si dovrà passare da un sistema urbanistico monocentrico ad uno policentrico.
Ma, per operare correttamente una tale trasformazione e riqualificazione territoriale, è necessario intervenire in termini di sistema urbano. Si dovranno prevedere le conseguenze della pedonalizzazione di alcune zone sulle aree limitrofe e realizzare un piano organico dei tempi e dei contesti urbani su cui operare. Gli interventi sulla viabilità dovranno essere connessi con l’intero impianto urbanistico.
Solamente con una pianificazione complessiva del territorio, sarà possibile intervenire senza provocare ripercussioni dannose all’assetto e all’equilibrio della città.
