Un quadro definito “inaccettabile e fuori legge” emerge dalle recenti segnalazioni riguardanti le condizioni dei medici in formazione specialistica nel reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona. A sollevare il caso sono i Giovani Democratici, che parlano apertamente di sfruttamento, irregolarità e possibili violazioni di legge.
Secondo le denunce, gli specializzandi sarebbero sottoposti a turni estremamente gravosi, fino a 14 giorni consecutivi e oltre 250 ore mensili, con incarichi che andrebbero ben oltre il percorso formativo, avvicinandosi a quelli dei medici strutturati. Tra gli aspetti più critici segnalati vi sarebbero inoltre presunte pressioni per utilizzare credenziali di medici senior per la gestione di documenti ufficiali e cartelle cliniche, ipotesi che potrebbe configurare reati come falso in atto pubblico e accesso abusivo ai sistemi informatici.
A intervenire è Enrico Righetto, segretario provinciale dei Giovani Democratici di Verona, che parla di una situazione “intollerabile”: secondo Righetto, il percorso di specializzazione verrebbe trasformato in lavoro subordinato sottopagato, con compensi che si aggirerebbero attorno ai 6 euro l’ora. Una condizione che, a suo avviso, riflette le carenze strutturali del sistema ospedaliero, scaricate sui medici in formazione.
Sulla stessa linea anche Mattia Mosconi, vicesegretario con delega cittadina, che sottolinea come i dati evidenzino una criticità sistemica: il tasso di abbandono a Verona raggiungerebbe il 16%, contro una media nazionale del 4,3% per la stessa scuola di specializzazione. Un divario che, secondo Mosconi, sarebbe indice di un ambiente formativo ormai insostenibile.
Tra le richieste avanzate dai Giovani Democratici vi sono chiarezza immediata da parte dell’Università di Verona e dell’Azienda ospedaliera, un’assunzione di responsabilità da parte dei vertici e interventi concreti per ripristinare la legalità, a partire dall’introduzione di sistemi trasparenti di tracciamento degli orari, come l’obbligo del badge.
Nel frattempo, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona ha confermato di aver ricevuto una segnalazione da parte dell’Associazione liberi specializzandi (ALS), relativa a criticità nelle attività dei medici in formazione in due Unità operative. Le problematiche riguarderebbero in particolare gli aspetti contrattuali, gli orari di lavoro e l’utilizzo delle credenziali informatiche.
In una nota ufficiale, l’Azienda ha comunicato di aver attivato immediatamente le procedure necessarie per fare chiarezza, sottolineando che le verifiche sono finalizzate alla tutela di tutte le persone coinvolte.
La vicenda riaccende il dibattito sulle condizioni dei medici in formazione e sul funzionamento del sistema sanitario, con i Giovani Democratici che annunciano la volontà di sostenere gli specializzandi “in ogni sede necessaria” per garantire diritti, dignità professionale e qualità dell’assistenza.
