Cambio al vertice del Consorzio di tutela della Igp riso Nano Vialone veronese. Il nuovo presidente è Filippo Sussi, imprenditore agricolo di Nogarole Rocca e titolare dell’azienda agricola Le Colombare, specializzata nella produzione delle varietà di riso Vialone Nano e Carnaroli.
Sussi succede a Renato Leoni, proprietario del ristorante La Pila dell’Abate, che ha guidato il Consorzio negli ultimi nove anni e che continuerà ad affiancare il nuovo presidente nel ruolo di vicepresidente.
L’elezione arriva in una fase delicata per il comparto risicolo, segnato da un forte calo delle quotazioni: i prezzi attuali del riso risultano infatti più che dimezzati rispetto allo scorso anno.
“Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità”, ha dichiarato Sussi, sottolineando il valore storico e identitario del prodotto. “Il Nano Vialone veronese è stato il primo riso in Europa a ottenere il riconoscimento Igp. La sfida oggi è valorizzare questa eccellenza in un mercato sempre più internazionale e competitivo”.
Sussi, attualmente presidente regionale dei risicoltori di Confagricoltura, ha ricoperto in passato anche il ruolo di leader provinciale dei Giovani di Confagricoltura. Nel suo intervento ha evidenziato le qualità distintive del prodotto veronese, definendolo “il re dei risotti” per la capacità di assorbire i condimenti mantenendo una perfetta tenuta in cottura.
Il Consorzio tutela un prodotto strettamente legato al territorio della pianura veronese, dove la coltivazione del riso beneficia della presenza di risorgive e fontanili che garantiscono acqua pura alle risaie. Il disciplinare Igp impone standard molto rigorosi: soltanto il 3% del prodotto finale può presentare imperfezioni, mentre ogni chicco deve risultare sano, maturo e perfettamente sviluppato.
Il territorio del Consorzio comprende 23 Comuni della provincia di Verona, tra cui Isola della Scala, Bovolone, Cerea, Vigasio, Mozzecane e Zevio.
A livello produttivo, l’Italia concentra il 55% della produzione europea di riso, con 226 mila ettari coltivati. In Veneto gli ettari destinati a risaia sono 3.350, di cui ben 2.560 nella provincia di Verona, confermando il ruolo centrale del territorio scaligero nel panorama risicolo nazionale.
