(Claudio Beccalossi) Giambattista Spolverini. Chi era costui a cui hanno dedicato un viale in Borgo Venezia, oggi afflitto da vandalismo vigliacco ed impunito?
Dunque, il marchese Gio. Batta Spolverini (Verona, 25 giugno 1695 – Verona, 24 novembre 1762) fu un poeta didascalico (cioè un autore che si serve della poesia per erudire e trasmettere conoscenze, nozioni filosofiche, religiose, tecniche ecc.).

Giovanbattista Spolverini

Il marchese Spolverini: chi fu

Figlio di Ottaviano ed Adelaide Nogarola (quest’ultima sorella di Luigi che sposò Lucrezia Maffei, a sua volta sorella del noto Scipione – Verona, 1° giugno 1675 – Verona, 11 febbraio 1755 – , storico, drammaturgo, paleografo e dotto, fondatore del Museo lapidario che, poi, gli venne intitolato). 

Marchese Gio. Batta Spolverini

Il nobile Spolverini studiò letteratura nel Collegio di San Saverio, gestito dai gesuiti a Bologna. Risiedette nell’attuale Palazzo Orti Manara, nei pressi di piazza Bra. Il suo matrimonio con Savina Trissino generò 12 figli. Tre anni dopo l’uscita de “La coltivazione del riso” (complessivi 5mila versi circa, Seminario vescovile, 1758, sua opera preminente, recepita con riserve, però, a Verona), s’ammalò d’epilessia che lo portò al decesso.

Della coltivazione del riso

A dispetto dell’aforisma di Marco Valerio Marziale “Se la fama giunge solo dopo la morte, che aspetti”, il lavoro letterario (che l’aveva tenuto impegnato per vari anni) incontrò una rinascita di considerazione grazie anche alle favorevoli valutazioni da parte di Giacomo Leopardi (Giacomo Taldegardo Francesco Salesio Saverio Pietro Leopardi, Recanati, Macerata, 29 giugno 1798 – Napoli, 14 giugno 1837, poeta, scrittore, filosofo e filologo) ed Ippolito Pindemonte (Verona, 13 novembre 1753 – Verona, 18 novembre 1828, letterato, poeta e traduttore). Quest’ultimo, addirittura, considerava il concittadino la reincarnazione di Publio Virgilio Marone delle “Georgiche”, poema didascalico sull’esistenza agricola.

Viale Spolverini. 5

 

Il suo busto onorifico, opera dello scultore Giuseppe Poli (Verona, 14 maggio 1817 – luogo e data di morte ignoti, comunque post 1894), è presente nel Panteon Veneto dei Grandi Veneti dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, nell’atrio di Palazzo Loredan, in Campo Santo Stefano, a Venezia.

Busto di Giambattista Spolverini opera di Giuseppe Poli 1857 1861

L’antefatto toponomastico del viale in memoria di Spolverini deve purtroppo vedersela, oggi, con imbrattamenti di muri e centraline condominiali esterni privati, saracinesche di attività ed esercizi pubblici. Un’implacabile decadenza a… mano libera attuata quasi con un’ossessione patologica. La banalità dell’oltraggio ai beni altrui e comune, in uno sciocco imbrattare per dispetto, con scarabocchi buttati lì in uno spreco inutile di bombolette spray.

Viale Spolverini. 16

In un giardino con panchine dello stesso viale, accanto a sconnesse frasi d’odio e di pseudo rivalsa sulla parete d’una casa, un foglio attaccato ad un albero attira per il rincuorante fuori tema:    Avviso felino (con un tocco di coda). In questa zona regna (ehm… vive) la nostra gatta Virginia – 18 anni portati con classe e sonnellini strategici.

Se la vedete sdraiata, beata o in modalità “statua zen”, non preoccupatevi. NON è abbandonata né smarrita è semplicemente nel pieno delle sue attività preferite: dormire e giudicare il mondo in silenzio. È amata e accudita come una vera regina. Vi chiediamo gentilmente di: NON darle da mangiare (segue una dieta speciale). NON allontanarla: questa è casa sua. Non è sola! Qui vivono anche le sue compagne: Luna, la saggia. Valentina, la vivace. Grazie per la comprensione! I sudditi umani di Virginia, Luna e Valentina.

Viale Spolverini. 21

 

Filosofia e prosa di protezione preventiva felina forse risollevano parzialmente il morale al marchese Spolverini, avvilito per l’imbruttimento del suo viale, lasciato alla mercé di perditempo senza che qualcuno intervenga per arginare l’antiestetico fenomeno…

Viale Spolverini. 23