La menopausa non rappresenta soltanto la fine del ciclo mestruale, ma una fase della vita femminile che può avere conseguenze profonde e durature sull’intero organismo. È questo il tema al centro del convegno “Donna in menopausa e competenze gemelle”, ospitato oggi al Università di Verona, al Polo Zanotto.
L’iniziativa è stata organizzata dal professor Stefano Uccella, direttore dell’Unità operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia, con la segreteria scientifica dei medici Irene Porcari e Simone Garzon. All’evento ha partecipato anche il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, mentre tra gli interventi più attesi vi è stata la lectio magistralis della ginecologa Alessandra Graziottin.
Al centro del congresso il concetto di “competenze gemelle”, ovvero un approccio multidisciplinare che coinvolge differenti specialisti — ginecologi, endocrinologi, cardiologi, neurologi, internisti, fisioterapisti, psicoterapeuti e medici di medicina generale — per garantire una presa in carico completa e personalizzata della donna in menopausa.
Secondo gli esperti, le modificazioni ormonali associate alla menopausa non si limitano all’apparato riproduttivo, ma interessano ogni organo del corpo. La diminuzione di estrogeni, progesterone e testosterone può infatti influire su cervello, cuore, ossa, muscoli, pelle e metabolismo, aumentando il rischio di patologie croniche e riducendo l’aspettativa di vita in salute.
“La menopausa non è solo un problema ginecologico, ma riguarda la vita della donna a 360 gradi”, ha spiegato il professor Uccella. “Oggi una donna trascorre quasi metà della propria esistenza in menopausa e spesso affronta questa fase in anni ancora molto attivi dal punto di vista professionale e personale. È quindi fondamentale non lasciarla sola”.
Tra i temi più discussi vi è stata la terapia ormonale sostitutiva (TOS), sulla quale — spiegano gli specialisti — negli anni si sono alternate posizioni molto diverse.
“Prima degli anni Duemila vi era una prescrizione molto ampia, poi si è passati quasi a una demonizzazione”, ha osservato Uccella. “Oggi abbiamo un approccio più equilibrato: valutiamo attentamente indicazioni, benefici e rischi. La terapia ormonale consente di aumentare il tempo di vita in salute della donna”.
Secondo il ginecologo, la TOS può migliorare la salute di ossa, cuore, vasi sanguigni e cervello, contribuendo ad aumentare sia la qualità sia la durata della vita. Pur comportando un lieve incremento del rischio di tumore al seno — circa 8 casi in più ogni 10mila donne trattate — gli studi evidenziano benefici complessivi importanti nel lungo periodo.
La professoressa Graziottin ha invece sottolineato come “ogni cellula del corpo femminile possieda recettori per gli ormoni sessuali”, motivo per cui la loro riduzione produce effetti sistemici spesso sottovalutati.
Tra i sintomi più comuni figurano vampate, insonnia, ansia, irritabilità, difficoltà di concentrazione e perdita di memoria, ma anche dolori articolari, osteoporosi, perdita di massa muscolare, aumento di peso e alterazioni cutanee.
Secondo la specialista, una terapia ormonale tempestiva, associata a corretti stili di vita, può avere effetti protettivi significativi: riduzione del 30-40% del rischio di deterioramento cognitivo e Alzheimer, dimezzamento della demenza vascolare, diminuzione del 30% di ipertensione, infarto e ictus e riduzione del 25% della mortalità legata alle fratture da osteoporosi.
“La salute della donna deve essere affrontata con una visione integrata”, ha spiegato Graziottin. “Per invecchiare bene, in autonomia e dignità, servono medici capaci di dialogare tra loro mettendo davvero la donna al centro”.
Il congresso di Verona è il primo appuntamento nazionale dedicato alla menopausa affrontata attraverso la prospettiva delle “competenze gemelle”, con l’obiettivo di migliorare prevenzione, diagnosi e qualità della vita femminile.
