Preoccupazione per i possibili effetti economici e sociali del sistema europeo di scambio delle emissioni. È quanto emerge dalle dichiarazioni di Daniele Polato, che interviene sul tema della tassa sulle emissioni di anidride carbonica (ETS), chiedendo una revisione delle politiche attualmente in vigore.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia il meccanismo europeo rischia di tradursi in un ulteriore aggravio per famiglie e imprese, senza apportare benefici concreti alla tutela ambientale. “È urgente rivedere il sistema della tassa sulle emissioni di CO₂ – afferma – perché così com’è rischia di pesare economicamente senza incidere realmente sulla riduzione dell’inquinamento”.
Nel mirino anche l’efficacia complessiva delle politiche europee. Polato sottolinea come l’Unione europea contribuisca solo in parte alle emissioni globali, ma continui comunque ad adottare misure che, a suo dire, finiscono per spostare produzioni e traffici al di fuori dei confini comunitari.
Un esempio citato è quello del settore marittimo: negli ultimi anni, diversi operatori avrebbero scelto rotte e porti del Nord Africa per evitare i costi legati alle normative europee, con conseguenze negative per l’economia europea e senza reali vantaggi ambientali.
Particolare preoccupazione riguarda infine l’ipotesi di estensione del sistema, il cosiddetto ETS2, che coinvolgerebbe anche il riscaldamento domestico e il trasporto stradale. Una prospettiva che, secondo Polato, rischia di avere “conseguenze pesantissime sul piano sociale”, incidendo direttamente sulle spese quotidiane delle famiglie e sui costi operativi delle imprese.
Da qui la richiesta di un cambio di rotta: politiche ambientali più equilibrate, capaci di coniugare sostenibilità e tutela del tessuto economico, evitando di scaricare nuovi oneri su cittadini e aziende.
