Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento della dr.ssa Giovanna Mariotti sulla polemica dei “passi carrai” balzata nei giorni scorsi all’attenzione della cronaca veronese.Essa deriva dalla “clausola antifascista” che l’amministrazione comunale ha inserito nel regolamento per la richiesta all’autorizzazione di fruire di spazi pubblici. Tale bizzarria era stata evidenziata da L’Adige con tre articoli fin dal 17 maggio 2024.

“Confesso di aver seguito con un certo fastidio la surreale polemica esplosa attorno alla dichiarazione di antifascismo richiesta perfino per un passo carraio.

È infatti evidente a chiunque abbia un minimo di buon senso che l’obiettivo del provvedimento comunale fosse un altro: evitare che spazi pubblici, sale o piazze cittadine possano essere concessi con leggerezza a eventi o manifestazioni quantomeno inopportuni, vista anche una certa storia recente della città.

Hanno esteso il concetto di suolo pubblico ai passi carrai

Che poi qualcuno abbia esteso il concetto di “suolo pubblico” fino a comprendervi un passo carraio appare francamente come un’applicazione un po’ grottesca della norma. Perché allora, seguendo lo stesso principio, si potrebbero includere anche plateatici, insegne o qualunque altra occupazione collegata allo spazio urbano.

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Viene spontaneo pensare che si tratti semplicemente di un errore interpretativo. Ma, come ricordava Andreotti, “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. E allora il dubbio viene: che ci sia stata una “manina” particolarmente zelante, pronta a comportarsi da più realista del re nell’applicazione della mozione, salvo poi segnalare rapidamente il caso a qualcuno desideroso di sollevare il trambusto?

Anche perché, diciamolo con sincerità, non è esattamente frequente vedere la nostra pubblica amministrazione applicare con simile precisione chirurgica qualunque provvedimento.

Il risultato finale è stato l’ennesimo spettacolo veronese fatto di ironie facili, polemiche prefabbricate, trasmissioni radiofoniche indignate e carnevalate assortite.

Del resto, se c’è un talento che la città continua a coltivare con straordinaria costanza, è quello di trasformare ogni inciampo burocratico in un gigantesco caso nazionale.

Giovanna Mariotti”