(di Gianni Schicchi) Le manifestazioni 2026 in onore di San Zeno (Mese Zenoniano) si sono concluse con un apprezzato concerto dell’Orchestra dell’Università di Verona diretta dal maestro Leonardo Benini. Un complesso nato due anni fa su iniziativa di un gruppo di docenti con un progetto identitario molto preciso, culturale e divulgativo: condividere la vita universitaria con il territorio attraverso la realizzazione di particolari eventi musicali rivolti al pubblico veronese. Lo compongono: studenti, docenti e altro personale universitario, oltre a simpatizzanti che ne seguono le finalità ed è sostenuto anche da Esu, l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio al fine di ottenere gli adeguati spazi alle esercitazioni orchestrali.

Il concerto pubblico per una presentazione adeguata dei propri intenti non poteva trovare sede più consona che la basilica dedicata al Patrono. Portava infatti il titolo “Storie in musica: voci e suoni in abbazia” e coinvolgeva anche due docenti dell’Ateneo con le loro brevi relazioni su San Zeno: i professori Maria Clara Rossi e Fabio Coden del Dipartimento di Culture e Civiltà. Per San Zeno, sebbene buona parte della vita sia avvolta nel mistero, Maria Clara Rossi ha sottolineato le diverse fonti che attestano la raffinata cultura del Santo e la sua predilezione per la vita semplice. Fabio Coden ha invece messo in luce la struttura medioevale della basilica indicandovi la precisa collocazione della comunità benedettina e la sua dedizione al canto come manifestazione orante per larga parte del giorno.

Il programma musicale della serata coinvolgeva invece alcune ouverture famose, come quelle dal Messiah e dal Serse di Haendel, dal Didone e Enea di Purcell, da la Scuola de’ gelosi di Salieri e di Mozart, con il Bastien e Bastienne, Il re pastore, la Finta giardiniera, concludendo con L’Olimpiade, il dramma di Domenico Cimarosa su libretto di Pietro Metastasio.

Un programma che ha messo in rilievo il serio impegno della compagine universitaria intenta a darne il miglior contributo, reso possibile anche per la cura che il maestro Leonardo Benini vi sta prestando da qualche tempo. L’Orchestra universitaria per ora, logicamente, è ancora un cantiere in costruzione e attende che qualche ulteriore rinforzo al suo organico le faccia raggiungere una ossatura più consistente. Le premesse per addivenire a qualche ulteriore traguardo ci però sono tutte. La prestazione musicale ha infatti ricevuto, dal numeroso pubblico presente, molti consensi e la richiesta insistente di due bis sta a dimostrare che la strada intrapresa è quella giusta.
