“Inaccettabile discriminare i ricercatori in base al sesso”

(o.a.) Si accende la polemica attorno a una campagna promossa dall’Università di Verona per la destinazione del 5×1000, che secondo Stefano Valdegamberi, esponente di Futuro Nazionale, valorizzerebbe esclusivamente le ricercatrici dell’ateneo.

In una nota diffusa oggi, 17 giugno, Valdegamberi esprime “sconcerto” per l’iniziativa, sostenendo che una comunicazione istituzionale rivolta alle sole donne impegnate nella ricerca sollevi interrogativi sul rispetto dei principi costituzionali di uguaglianza e imparzialità.

Per anni ci è stato detto che il merito doveva prevalere su qualsiasi altra considerazione. Oggi assistiamo invece a campagne che valorizzano una categoria di ricercatori esclusivamente in ragione del sesso”, afferma il rappresentante di Futuro Nazionale. Secondo Valdegamberi, la ricerca scientifica dovrebbe essere valutata sulla base di competenza, impegno e risultati, indipendentemente dal genere di chi la svolge.

L’Università rischia di trasmettere un messaggio discriminatorio

L’esponente politico contesta inoltre la scelta comunicativa dell’ateneo, ritenendo che una campagna di sostegno alla ricerca universitaria dovrebbe rivolgersi a tutti i ricercatori senza distinzioni. “Una comunicazione pubblica che individua come destinatario esclusivo un solo sesso rischia di trasmettere un messaggio discriminatorio e divisivo, incompatibile con i principi di pari dignità sanciti dall’articolo 3 della Costituzione”, sostiene.

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Per questo motivo Valdegamberi ha rivolto un appello al Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, chiedendo una verifica sulla conformità dell’iniziativa ai principi di uguaglianza, pari opportunità e neutralità che, a suo giudizio, devono caratterizzare gli atenei pubblici.

Le politiche per le pari opportunità non possono trasformarsi in strumenti di discriminazione. L’uguaglianza si realizza garantendo pari diritti e pari considerazione a ogni persona, indipendentemente dal sesso”, conclude Valdegamberi, sollecitando un intervento del Ministero per fare chiarezza sulla vicenda.