La Cgia di Mestre: effetto del governo Meloni

L’Italia mantiene una delle pressioni fiscali più elevate d’Europa, ma famiglie e micro imprese avrebbero beneficiato di una significativa riduzione del carico tributario. Lo dice l’Ufficio Studi della CGIA: le misure del Governo Meloni hanno determinato un alleggerimento fiscale superiore ai 33 miliardi per famiglie, lavoratori autonomi, artigiani e piccoli commercianti.

I dati evidenziano tuttavia un apparente paradosso. Nel 2026 la pressione fiscale dovrebbe attestarsi al 42,9%, in lieve calo rispetto al 43,1% del 2025, ma superiore al 41,7% registrato nel 2022, prima dell’insediamento dell’attuale esecutivo. Ma ciò non significa che ci siano maggiori tasse per tutti i contribuenti.

Ha vinto il NO contro il governo

A incidere sull’aumento complessivo del gettito fiscale sarebbe stato soprattutto il forte incremento dell’occupazione. Negli ultimi 4 anni il numero degli occupati è cresciuto di circa 1,2 milioni di unità, generando maggiori entrate attraverso il versamento di Irpef e contributi previdenziali. Anche i rinnovi contrattuali sottoscritti in numerosi comparti hanno contribuito ad aumentare salari e, di conseguenza, il gettito fiscale e contributivo.

Secondo l’analisi della CGIA, una parte rilevante dell’aumento delle entrate è riconducibile alle grandi società di capitali. Tra le misure che hanno accresciuto il carico tributario figurano la sospensione della deducibilità di alcune voci di costo, come le svalutazioni dei crediti e le quote di avviamento, oltre all’abolizione dell’ACE (Aiuto alla Crescita Economica), agevolazione fiscale che valeva circa 4 miliardi di euro all’anno. Interventi che hanno interessato principalmente le società di capitali, circa 1,5 milioni di imprese, pari al 35% del totale nazionale.

Un contributo significativo alle maggiori entrate sarebbe arrivato anche da banche e compagnie assicurative. A partire dal 2026, infatti, la revisione delle norme sugli extraprofitti e l’inasprimento dell’Irap comporteranno per questi soggetti un versamento aggiuntivo all’erario stimato in 5,6 miliardi di euro.

Tra le principali misure di alleggerimento fiscale introdotte dal Governo figura il taglio del cuneo fiscale sul lavoro dipendente. L’intervento è stato realizzato attraverso la riduzione dell’Irpef, con l’accorpamento dei primi due scaglioni di reddito, e mediante nuove detrazioni per i redditi compresi tra 20mila e 40mila euro. Per i lavoratori con redditi fino a 20mila euro è stato inoltre previsto un bonus specifico.