(di Francesca Romana Riello) Il caldo di questi giorni mette sotto pressione anche gli animali domestici. Con il termometro che continua a salire e le temperature che nelle ore centrali raggiungono i valori più alti, aumenta il rischio di colpi di calore e disidratazione. Una condizione che può aggravarsi nel giro di pochi minuti e che, se non riconosciuta in tempo, può avere conseguenze molto serie.

L’allarme
Per questo il Comune rilancia le indicazioni del Ministero della Salute attraverso il consigliere delegato alla Tutela e al Benessere degli animali Giuseppe Rea, invitando i proprietari a cambiare qualche abitudine almeno finché durerà questa fase di caldo intenso.
A differenza delle persone, cani e gatti non riescono a disperdere il calore nello stesso modo. Sudano pochissimo e si affidano quasi esclusivamente alla respirazione. Quando le temperature salgono troppo, questo meccanismo può non bastare. I soggetti più esposti sono i cuccioli, gli animali anziani, quelli in sovrappeso, le razze brachicefale come bulldog, carlini e gatti persiani, oltre agli esemplari che soffrono di patologie cardiache o respiratorie.
«Ricordo a tutti i proprietari di cani, gatti ma anche di altri animali domestici che loro sono esseri indifesi, si fidano completamente di noi e dipendono dalle nostre scelte. Proprio come accade per i bambini o per le persone più fragili, il nostro primo pensiero deve essere sempre la loro salute e il loro benessere», dice Rea.

Caldo, attenzione anche ai nostri amici a quattro zampe
Le attenzioni cominciano tra le mura di casa. L’ideale è mantenere una temperatura il più possibile stabile, intorno ai 22-24 gradi, evitando però che l’animale rimanga esposto direttamente al getto dell’aria condizionata.
Anche abbassare tapparelle e tende nelle ore più calde aiuta a rendere gli ambienti più vivibili, lasciando comunque all’animale la possibilità di spostarsi liberamente. L’acqua non deve mai mancare e la cuccia andrebbe sistemata nella zona più fresca e ventilata dell’abitazione.
Possono essere utili anche i tappetini refrigeranti oppure una borsa del ghiaccio avvolta in un panno, senza provocare sbalzi termici troppo bruschi. Se il cane o il gatto appare particolarmente accaldato, è consigliabile passare delicatamente un panno umido su testa, collo, ascelle e zona inguinale. Meglio evitare invece ghiaccio e acqua gelata.
Grande attenzione anche alle passeggiate; nelle ore centrali della giornata è preferibile evitarle, non solo per il caldo ma perché l’asfalto può raggiungere temperature tali da provocare ustioni ai polpastrelli.
C’è poi un piccolo accorgimento che vale più di tante spiegazioni. Prima di uscire basta appoggiare il dorso della mano sull’asfalto per cinque o sette secondi: se scotta troppo per noi, scotterà anche per i polpastrelli del cane. In questi casi conviene rimandare la passeggiata oppure scegliere percorsi sull’erba e all’ombra, portando sempre con sé una borraccia d’acqua.

Mai lasciarli in auto
Ci sono comportamenti sui quali non esistono eccezioni. Lasciare un animale in automobile, anche solo per pochi minuti, può essere estremamente pericoloso. Nemmeno i finestrini leggermente abbassati o un parcheggio all’ombra impediscono infatti all’abitacolo di surriscaldarsi in tempi rapidissimi.
C’è poi un falso mito da sfatare. Tosare completamente il mantello non aiuta ad affrontare il caldo: il pelo rappresenta una protezione naturale dai raggi solari e contribuisce anche alla termoregolazione. Allo stesso modo è bene evitare di lasciare l’animale sul balcone senza la possibilità di rientrare liberamente in casa.
I segnali di un colpo di calore sono abbastanza riconoscibili: affanno intenso, debolezza, letargia e difficoltà a mantenere l’equilibrio. Se compaiono questi sintomi bisogna contattare subito il veterinario e, nell’attesa, trasferire l’animale in un luogo fresco e ventilato. Il raffreddamento deve essere graduale, utilizzando acqua fresca ma non ghiacciata su zampe e corpo e applicando panni umidi nelle zone dove il calore si disperde più facilmente.
Anche quando l’animale sembra essersi ripreso è bene continuare a tenerlo sotto controllo nelle 24-48 ore successive, perché alcune conseguenze del colpo di calore possono manifestarsi anche a distanza di qualche ora.

