Se pensavamo di essercene liberati la scorsa settimana ci sabbiavamo di grosso. L‘Anticiclone delle Azzorre, quello che negli scorsi decedi garantiva estati vivibili, calde, ma entro certi limiti, intervallate da quei bei temporali che avevano la funzione di rinfrescare l’aria senza fare disastri, s’è già ritirato sull’oceano Atlantico. Ed ha lascato ancora il posto all’aria africana, bollente per la radiazione solare sul deserto del Sahara e che nel trasferirsi a nord, verso l’Italia, assorbe tutta l’umidità del Mediterraneo. Nome e cognome? Anticiclone Africano! Risultato: caldo e umido, una miscela perfetta per renderci la vita difficile.

Al punto che il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione ha emesso un avviso di allerta gialla per oggi e domani su alcune zone del territorio per rischio ondate di calore.

Per oggi, 8 luglio, sono interessate le seguenti aree: bassa veronese e polesine occidentale; pianura polesana centrale; costa meridionale e Delta Po; pianura centrale; Colli Euganei e Colli Berici; pianura centro meridionale e bassa padovana; costa centro meridionale; pianura centro meridionale; pianura centro orientale; costa centro orientale; pianura orientale; costa orientale.

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Per domani, 9 luglio, le aree interessate sono: bassa veronese e Polesine occidentale; pianura polesana centrale; pianura centrale; Colli Euganei e Colli Berici; pianura centro meridionale e bassa padovana; pianura centro meridionale; pianura centro orientale; pianura orientale.

Il Centro Funzionale indica per oggi condizioni di disagio in prevalenza intenso, salvo sulle zone montane dove permarrà moderato; per giovedì 9 luglio, in contenuta diminuzione fino a risultare in prevalenza moderato, salvo sulla pianura interna dove rimarrà intenso.

L’assessore regionale all’Ambiente, Clima e Protezione Civile, Elisa Venturini, analizza con queste parole il bilancio climatico di giugno 2026, evidenziando un’accelerazione dei fenomeni termici che non ha precedenti.
“I dati ARPAV di giugno ci dicono che abbiamo rotto ogni argine statistico: abbiamo registrato 11 notti tropicali in un solo mese, quasi il doppio di quante ne abbiamo contate mediamente in un anno intero negli ultimi tempi”.

“Dobbiamo guardare i numeri con serietà per capire cosa sta succedendo,” spiega l’assessore. “Se la media storica del trentennio era di appena 2 notti tropicali all’anno, negli ultimi anni la tendenza era già salita a circa 6 notti annue. Ma a giugno 2026 siamo andati oltre ogni previsione: 11 notti tropicali in soli trenta giorni. In un mese abbiamo quasi raddoppiato quello che prima succedeva in un anno intero. Sulla costa il dato è ancora più estremo, con punte di 23 notti a Chioggia e 20 a Venezia”.

L’assessore chiarisce l’impatto di questo caldo notturno: “Quando la temperatura non scende sotto i 20 gradi nemmeno di notte, il territorio non ha tregua. Per i cittadini significa uno stress fisico continuo, senza possibilità di recupero notturno, con rischi seri per le persone più fragili. Per l’agricoltura è un disastro silenzioso: l’acqua evapora dai campi 24 ore su 24 e le piante non interrompono mai il loro ciclo di consumo idrico, aggravando una siccità che è già critica”.

“Non sono le solite storie sul clima,” conclude l’assessore Venturini. “È un’accelerazione che stiamo vivendo sulla nostra pelle e che richiede una gestione della risorsa idrica e del territorio estremamente attenta. Come Regione siamo impegnati nel monitoraggio costante, ma serve la consapevolezza di tutti: l’estate ha cambiato volto e dobbiamo prenderne atto con responsabilità”.