(Federico Dal Cortivo) Si susseguono le proteste degli italiani di Verona che sono stufi della deriva che oramai ha preso la città in questi anni. In Piazza di Cittadella un tempo zona sicura e vivibile, si raccolgono firme e si manifesta, Veronetta è ridotta ad una casbah, dove tra spaccio e aggressioni rimane solo un lontano ricordo di quella che fu una delle zone più caratteristiche di Verona. Non si salva nemmeno il quartiere Stadio, per non parlare poi di Santa Lucia e Golosine, ma potremmo continuare all’infinito, il tutto condito tra rifiuti ammassati vicino ai cassonetti intelligenti e strade sporche e dissestate con la segnaletica orizzontale che sparisce dopo qualche mese.
Intanto il questore di Verona, Rosaria Amato ci informa che forse verrà varata l’ennesima “zona rossa” in Piazza Cittadella. Forse, perché l’ultima parola spetta al prefetto. Questo titubare ci dà la misura della lontananza delle istituzioni dai cittadini, che reclamano più sicurezza, decoro e ordine, ma purtroppo nei palazzi si vive in un altro mondo, sicuri, blindati e scortati.

Premesso che fino ad oggi le zone rosse con la loro presunta deterrenza solo sulla carta, hanno fallito l’obiettivo se mai ce ne fosse stato uno, mentre sono servite solo a tamponare in modo raccogliticcio situazioni di microcriminalità che oramai sono pressoché ingestibili.
E’ assodato che le forze dell’ordine non controllano il territorio. Questo è sotto gli occhi di chi vuol vedere e non crede alle veline che escono dal palazzo. Basta girare la città, a cominciare da quello che fu una volta il nostro bel centro storico per accorgersi che tra maranza, accattoni e sbandati si rischia a volte di inciampare. Piazza Pradaval è un fiore all’occhiello al contrario, mentre le Rigaste San Zeno sono presidiate da gruppi di magrebini, che tra poco finiranno dentro il Circolo militare di Castelvecchio… dove magari verranno pure rifocillati.
Degrado inarrestabile a Verona
Se poi vogliamo prendere un treno, per lavoro, studio o vacanza, beh facciamoci il segno della croce perché rischiamo di essere rapinati e molestati da stranieri che hanno fatto della stazione e piazzale antistante la loro base operativa, con tanto di lavaggio dei piedi alla fontanella pubblica. Questo sotto gli occhi di tutti, ma forse non di tutti… Mentre questo fenomeno dell’occupazione degli spazi antistanti le stazioni prosegue oramai incontrastato in molte città italiane, segno evidente che la situazione sta peggiorando di giorno in giorno.
L’Esercito con l’ “Operazione Strade Sicure” ora sotto il comando a livello nazionale del CONFOTER-Comando Forze Operative Terrestri di Verona, schiera soldati addestrati per la guerra armati di tutto punto, ma le disposizione sul servizio le dà la prefettura… , dipendendo poi sul piano tattico operativo dalle forze di polizia. Risultati sul campo?

La situazione è oramai sfuggita di mano allo Stato o meglio a quel simulacro che ne è rimasto oggi.
Le uniche reazioni cui assistiamo a giorni alterni sono le solite frasi di circostanza che escono dalle bocche dei vertici istituzionali. Nessuna richiesta concreta ai politici, leggasi ministero dell’Interno, né tanto meno nessuna assunzione di colpa. E di rassegnare le dimissioni, ci vorrebbe solo un miracolo, non se ne parla nemmeno.
La cosiddetta “classe politica “ con un filo di voce prende posizione a giorni alterni. Il centro sinistra minimizza: loro sono quelli delle porte aperte, a casa d’altri ovviamente. Mentre il centro destra sbraita, un giorno attaccando i giudici, poi l’Europa e alla fine magari dando la colpa al Fato crudele….
Tutti e due, sinistri e destri, sono corresponsabili di questa situazione, sia a livello locale che nazionale. Il gioco delle parti è talmente chiaro che sempre meno persone vanno a votare, nauseate da questa commedia.

Del resto chi se non la Politica è la vera responsabile di quanto sta accadendo e che sta trasformando Verona in una suburra come le città della Francia, Gran Bretagna, Germania, Olanda? Chi se non la Politica ha la colpa di non aver mai preso seri provvedimenti per chiudere le frontiere, espellere i clandestini, tenere in galera chi delinque, costruire nuove carceri, dare efficaci regole d’ingaggio alle forze di polizia, varare nuove leggi che innalzino i minimi delle pene, diano certezza alle stesse e proteggano gli agenti in servizio dai capricci di un qualsiasi vincitore di concorso in magistratura?
Un cambio di passo è ora più che mai necessario partendo dal vertice, iniziando con una seria valutazione del servizio svolto da chi è al comando, per poi scendere nei dettagli, analizzando carenze, personale, mezzi e strutture, ma soprattutto selezionando persone che abbiano un forte senso della Stato che fa rima con interessi Nazionali.
A seguire privilegiando chi ha un percorso operativo, che non necessariamente coincide con lauree e master altisonanti. Ci vogliono uomini che siano da esempio e non vincitori di concorso. Come in tutte le realtà lavorative serie, chi ha incarichi dirigenziali, dovrà essere periodicamente valutato e, se non all’altezza, rimosso dall’incarico, lo Stato non è una Spa che può fare e disfare con i propri soldi. Gli stipendi dei funzionari li pagano gli italiani.

Infine caliamo un velo pietoso sul sindaco di Verona, che non per nulla è giunto penultimo nella classifica stilata dal Sole 24 Ore, una conferma non certo una novità. In tutti questi anni, Tommasi non ha mai speso una parola, non hai mai preso posizione sulla sicurezza di Verona, eppure siede al tavolo prefettizio sull’ordine e la sicurezza. Ha preferito fare spallucce e occuparsi di gay pride, tagli di nastri e prime dell’Arena. Un esempio di attaccamento al dovere e alla collettività nazionale, che rimarrà negli annali, fulgido esempio per i nostri giovani .
